Convegno sulla Giustizia al liceo Flacco di Portici, il Viceministro Sisto a sostegno della separazione delle carriere

Un acceso dibattito si è tenuto ieri nel liceo del napoletano sul tema della separazione delle carriere tra Giudici e PM

Tanti i ragazzi presenti nella serata di ieri al Liceo “Quinto Orazio Flacco” di Portici per assistere alla conferenza sul Funzionamento della Giustizia in Italia e sulle prospettive di riforma.

Sono intervenuti il Senatore Avv. Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, la Dott.ssa Elisabetta Ganzo, Presidente del Tribunale di Napoli, il Dott. Antonello Ardituro, Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, l’Avv. Francesco Casillo, Penalista del Foro di Napoli e l’Onorevole Massimiliano Manfredi, già membro della Commissione Parlamentare Antimafia Consigliere Regionale Anticamorra Campania. A presentare i lavori Ugo De Cesare, Presidente Associazione Osservatorio per la legalità; ha coordinato il Dott. Nello Mazzone, giornalista.

L’evento ha avuto inizio con il saluto della Dott.ssa Iolanda Giovidelli, Dirigente del Liceo “Quinto Orazio Flacco” di Portici: “Do il benvenuto agli ospiti illustri che sono qui oggi presenti, questa è un’occasione unica per i miei ragazzi, che sono la forza della scuola e del mio lavoro”. La Dirigente ha concluso citando una frase del Dott. Giuseppe Cammarota, Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli: “Contro la criminalità, si vince solo con i giovani”.

Il Dott. Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici e il Dott. Luca Manzo, Assessore all’Istruzione hanno portato i Saluti della Città.

La Dott.ssa Elisabetta Ganzo si è espressa riportando la propria esperienza: “In quanto al tema della separazione delle carriere, sono assolutamente contraria. La mia formazione sarebbe stata ben più completa se avessi potuto svolgere anche per un certo periodo il ruolo del Pubblico Ministero”. “Non penso che ci sia un appiattimento del Giudice nei confronti del Pubblico Ministero – ha continuato il Presidente del Tribunale di Napoli – al contrario, con il Dott. Ardituro abbiamo trascorso giornate, nottate, nelle aule del Tribunale e mai posso dire di essermi appiattita sulle richieste del Pubblico Ministero”. “Non riesco a comprendere perché si debbano creare delle norme che siano completamente diverse dall’attuale sistema giudiziario – ha concluso Ganzo – che è sicuramente un sistema giudiziario che molti Paesi ci invidiano”.

Altrettanto sfavorevole alla separazione delle carriere è il Dott. Antonello Ardituro: “In questo Paese il problema è il Pubblico Ministero, che fa le indagini contro il potere e contro la corruzione? Se la risposta è no, allora perché cambiare”. “Cambiare per che cosa? – ha continuato il Sostituto Procuratore – per andare verso quale prospettiva? Questo non mi è stato ancora spiegato”. “Il tema dell’influenza tra un Pubblico Ministero e un Giudice è clamorosamente sminuito dai numeri. Abbiamo una percentuale di assoluzioni nei processi penali clamorosa, mi porrei invece il problema opposto, del perché il Pubblico Ministero mandi tanti processi a giudizio con tante assoluzioni”.

“Diritto del cittadino è quello di sapere che sussiste un triangolo isoscele: tra il Giudice e il Pubblico Ministero vi è la stessa distanza che tra il Giudice e l’Avvocato della Difesa” ha affermato l’Avv. Francesco Casillo, rifacendosi a un parallelismo utilizzato dal Viceministro della Giustizia nell’ambito della presentazione di un libro. “Guardando al Pubblico Ministero come un soggetto che tiene similmente aperta la porta per un confronto con il Giudice come con l’Avvocato, e che allo stesso tempo non debba temere entrambi, ritengo che, forse, interventi legislativi sulla questione separazione delle carriere possano essere meditati con più attenzione, con una tranquillità e una serenità che consentano di andare nella direzione di un ausilio per i cittadini e gli operatori del settore”.

“Io sono favorevole al tema della valutazione: esistono medici bravi e meno bravi, così come magistrati bravi e meno bravi. Chi fa la politica fa bene o fa male. Pensare che si faccia di tutta l’erba un fascio è un modo per non cambiare niente e avere una società più debole” ha dichiarato l’Onorevole Massimiliano Manfredi.

A concludere il convegno, l’opinione del Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Spiegatemi perché tra il Giudice e l’Avvocato non debba esserci la stessa distanza che c’è tra il Giudice e il Pubblico Ministero. Fatemi capire perché il cittadino non ha diritto a vedere un giudice, terzo ed imparziale, diverso dal Pubblico Ministero come è diverso dall’Avvocato. È come se avessimo in una squadra di calcio qualcuno che gioca al primo tempo e poi fa l’arbitro nel secondo, è illogico, innaturale“.

“Il processo è semplice, ha una sua logica, è un percorso di accertamento delle responsabilità rispettando il fatto che l’alfiere debba andare in diagonale, che la torre vada soltanto in orizzontale e verticale e che nessuno si sogni di far fare la regina dieci passi pur di fare scacco matto. Questo è il punto – ha terminato Sisto – nessuno deve voler fare scacco matto a tutti i costi”.

 

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