Argentina, Javier Milei giura sulla Costituzione e dichiara misure “salva Paese”

Ieri, Javier Milei, dopo aver lasciato insieme alla sorella l’Hotel Libertador, ha giurato come nuovo presidente dell’Argentina sulla Costituzione della Repubblica di fronte alle Camere riunite.

Tempi duri per l’Argentina. Ancora una volta. Ed ecco che proprio lui ha promesso “una terapia shock“. Scopo? Evitare il tracollo del Paese.

Ricordiamo che i prezzi stanno schizzando alle stelle già da una settimana. Solo pochi esempi: il costo della benzina ha superato il 30%, la carne è passata da tre euro al chilo a costarne sei.

Così Milei durante il suo discorso ha accusato il governo uscente di aver “rovinato” gli argentini trascinandoli sull’orlo della “crisi più profonda della nostra storia”, e ha promesso di intraprendere “la strada della ricostruzione”.

Primo obiettivo: convocare quanto prima una sessione straordinaria del parlamento per presentare un primo pacchetto di leggi.

Il primo decreto che ha firmato è stato quello che ha portato a 9 i ministeri rispetto ai 19 precedenti, mettendo in atto uno dei suoi cavalli di battaglia più apprezzati durante la campagna elettorale.

Dopo il giuramento sono arrivati gli auguri da parte dei diversi leader politici. Presenti e non.

“L’Argentina è storicamente una Nazione amica dell’Italia, dove vive la più grande comunità di nostri connazionali all’estero, con la quale intendiamo consolidare le nostre relazioni bilaterali”, ha fatto sapere Giorgia Meloni augurandogli buon lavoro.

Tra i presenti c’erano il re di Spagna Felipe VI, l’uruguaiano Pou, il cileno Boric e il paraguaiano Peña.

Mentre con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, venuto fin qui ad omaggiarlo e ad assicurarsi l’appoggio contro la Russia, c’è stato un grande abbraccio.

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