Elezioni il 25 settembre: ecco il calendario del voto

Ormai è certezza, si andrà al voto domenica 25 settembre.

Questo si è presentato come l’unico giorno possibile sia perché sono previsti un massimo di 70 giorni dal giorno dello scioglimento delle Camere sia perché ci vogliono un minimo di 60 per permettere le ‘spinose’ operazioni di presentazione delle liste e ovviamente un’adeguata campagna elettorale.

Per questo motivo ieri il presidente Mattarella è appreso visibilmente preoccupato e ha ricordato più volte quanto la situazione italiana sia difficile. Soprattutto ha cercato di sensibilizzare i partiti a collaborare con il presidente del Consiglio Draghi, ancora per circa quattro mesi, e in carica solo per gli affari correnti.

Così il nuovo governo avrà modo di venire alla luce e formarsi. Ma vediamo nel dettaglio cosa accadrà.

Punto primo, le liste dei candidati dovranno essere presentate entro un mese a partire da oggi.

Il 27 luglio, invece, è il termine entro il quale il Viminale dovrà inviare alla Farnesina gli elenchi degli elettori all’estero, che vengono costantemente aggiornati. Come stabilito dalla legge, infatti, devono essere inviati entro il sessantesimo giorno antecedente le votazioni.

Il mese di agosto si prevede più caldo del solito; il 12, 13 e 14 sarà il termine entro il quale i partiti dovranno depositare al Viminale i contrassegni e i simboli elettorali. Mentre il 21 e 22 i giorni riservati alla presentazione delle liste, il 35esimo e il 34esimo antecedente il voto.

Le liste dei candidati verranno presentate negli uffici centrali elettorali costituiti presso le Corti d’Appello.

A fine agosto, il 26, sarà l’inizio ufficiale della ‘propaganda elettorale’, e il mese di campagna elettorale prima del voto, con l’affissione dei manifesti elettorali.

Il 25 settembre ovviamente gli italiani si recheranno alle urne; infine il 15 ottobre rappresenterà la data entro la quale deve tenersi la prima seduta del nuovo Parlamento. Come stabilisce sempre l’articolo 61 della Costituzione, in base al quale “la prima riunione” delle Camere “ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni”. “Finché non sono riunite le nuove Camere” – cita ancora l’articolo, “sono prorogati i poteri delle precedenti”.

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