Quirinale, al via la settima votazione: vertici nella notte tra le forze politiche per trovare un’intesa

É iniziata alle 9:30, sempre a Montecitorio, la settima votazione per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

Ricordiamo che la sesta si è chiusa ieri sera alle 21 circa, con esito negativo. Il Capo dello Stato uscente Sergio Mattarella ha totalizzato 336 voti, le schede bianche provenienti dal centrosinistra 106, mentre gli astenuti appartenenti al centrodestra sono stati 445. Le consultazioni di ieri sera hanno visto 976 voti su 1009 aventi diritto: dopo Mattarella, seguivano Paolo Di Matteo con 41 voti, Pierferdinando Casini 9, Luigi Manconi 8, il Presidente del Consiglio ed il Ministro della Giustizia Marta Cartabia con 5 voti e la potenziale candidata per la settima votazione Elisabetta Belloni 4 voti. Infine, Giuliano Amato 3 ed Maria Elisabetta Aliberti Casellati 2. Voti dispersi 9. Nulle 4.

Proprio nella serata di ieri, però, è diventata una proposta concreta la dichiarazione di Salvini, che ha auspicato, insieme con Giuseppe Conte, capo politico del Movimento 5 Stelle, l’elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica. Dopo lo smacco alla seconda carica dello Stato, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, a essere nel mirino sono i nomi di Marta Cartabia,di Paola Severino e, soprattutto, di Elisabetta Belloni.

 Ma proprio quest’ultima ipotesi ha spaccato ulteriormente le forze politiche; accanto a Salvini e a Conte, a favore della Belloni, capo dei Servizi Segreti, si è espressa la Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ha dichiarato: “Tutti parlano dell’importanza delle donne nei ruoli chiave. Ma alla prova dei fatti quando esce il nome di una donna per un’alta carica si assiste a un fuoco di sbarramento di una violenza inaudita”.

 Di tutt’altro tono le dichiarazioni di Matteo Renzi, che da Montecitorio e in collegamento con maratona Mentana ieri sera dichiarava: “In una democrazia che funziona il capo dei servizi segreti non diventa Capo dello Stato. Questo succede in paesi anti-democratici. La rispetto ed è una mia amica ma bisogna avere il coraggio di dire che la sua elezione sarebbe sbagliata”. Stessa opposizione nei confronti dell’ipotesi Belloni arriva da parte di Forza Italia, che nella notte in un vertice con i centristi fa sapere che sosterrà Casini, e Leu.

La settima votazione, dunque, si apre tra molti dubbi e perplessità; a riprendere quota sembra la soluzione estrema di Sergio Mattarella, che però continua a ribadire la propria indisponibilità, mentre non sembra tramontata il nome di Draghi.

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