Paternità, Cantalamessa (Lega): “i padri separati non hanno meno diritti e doveri delle madri”

IL DEPUTATO: “PERCHÉ’ CONTINUARE A NEGARE LA FIGURA PATERNA NELLA CRESCITA DEI FIGLI?”

“E’ sconcertante quello cha sta accadendo in tantissime coppie separate in tutta Italia. Ho raccolto direttamente la denuncia di un papà disperato che si è visto costretto a scrivere persino al Presidente Mattarella per la grave situazione in cui versa da un anno”, denuncia così il deputato Gianluca Cantalamessa. “Marco Albani è un papà separato con un bimbo affetto da un disturbo dello spettro autistico. Da dopo la sentenza di separazione nel novembre 2019, nella quale veniva disposto ampio diritto di frequentazione del piccolo Alessandro con il suo papà, la madre si è sempre rifiutata di far incontrare padre e figlio, nei giorni stabiliti dalla sentenza”. Prosegue il deputato Cantalamessa.   “Dopo ricorsi e la richiesta di adozione di provvedimenti urgenti di ripristino del diritto di frequentazione padre-figlio, presentata ai Magistrati della Sezione Civile del Tribunale di Nocera Inferiore ( Sa) che non hanno assunto decisioni determinanti. Il signor Albani è riuscito a rivedere il figlio solo una volta grazie agli assistenti sociali, ma il piccolo Alessandro dopo tanti mesi non ha più riconosciuto il papà. Da padre posso solo immaginare il dolore provato e che è costretto a provare ancora quest’uomo. Colpevole di cosa? Di essere il padre?”, sottolinea Cantalamessa. “Mi unisco all’appello di Albani perché venga posta fine a questa vicenda e che il piccolo possa dopo un anno riabbracciare il Padre. Molto probabilmente, vista la patologia del piccolo, ci sarà sia bisogno di un ricongiungimento o addirittura di un riconoscimento della figura paterna, , continua il deputato Lega, Cantalamessa. “La figura paterna negata e bistrattata, burocrazia lenta, l’incapacità di garantire giustizia stanno compromettendo tutto, persino la naturale visione del rapporto genitori e figli. La storia di Marco Albani ci ricorda l’inutile guerra in cui a rimetterci è sempre il bambino, che ha tutto il diritto di crescere sia con la mamma che con il papà”. Conclude così il deputato Gianluca Cantalamessa (Lega).

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