Whirpool: i lavoratori di via Argine a Napoli continuano le proteste

Dallo stabilimento di via Argine alle gradinate del Palabarbuto, anche durante la Summer Universiade di Napoli, non si ferma la protesta dei lavoratori della Whirlpool di Ponticelli, che a causa della riorganizzazione produttiva della multinazionale statunitense, vedono come pericolo imminente quello di materializzarsi lo spettro della dismissione del sito napoletano, e di diventare di fatto, le vittime sacrificali delle nuove politiche aziendali della storica società multinazionale che produce elettrodomestici. “Whirlpool Napoli Never Give Up”: questo concetto espresso sullo striscione a caratteri cubitali e affisso sulla balaustra dello stadio del basket di Fuorigrotta, durante la finale per la medaglia d’oro. Ad intonare cori, avulsi dalla sfera sportiva ma sostegno della permanenza dell’impianto produttivo di Napoli, un centinaio di lavoratori a rischio di licenziamento. Due le finali da disputare e quattro squadre in campo; dieci studentesse universitarie si sono battute per la medaglia d’oro, l’altra partita, più complessa, si gioca “un campo minato” fatto di paure per il futuro, in una partita che dura ormai dallo scorso venticinque ottobre. Mentre, Australia contro gli Stati Uniti sul campo della palla a spicchi si sono contese la medaglia più prestigiosa, sugli spalti andava in scena un’altra partita, quella dei lavoratori che a squarcia gola portano avanti le proprie istanze contro la chiusura dello storico sito produttivo di Napoli. “Napoli non mollare mai” Lo sport come megafono per la protesta, tanto meglio, se quest’ amplificatore viene acceso sotto i riflettori di una manifestazione internazionale che, in epoca di libero mercato e delocalizzazione produttiva, varca i confini italiani, e come nel grande fratello, trasmette live il dramma quotidiano e l’incertezza per il futuro, dei circa quattrocento lavoratori della Whirlpool di Napoli impegnati nella partita più importante: quella della vita.