Rai: Giampaolo Rossi (CdA) su CulturaIdentità’, la sua cultura deve essere all’insegna del pluralismo

Domani in edicola in allegato a “Il Giornale, il numero di luglio di #CulturaIdentità 

Esce domani venerdì 5 luglio in edicola, in allegato a Il Giornale al prezzo di 1 euro, il numero di luglio di CulturaIdentità, il magazine mensile fondato da Edoardo Sylos Labini e diretto da Alessandro Sansoni. Il numero di luglio è dedicato al “mecenatismo del XXI secolo” e alle nuove modalità di finanziamento al comparto cultura volte a garantirne la sostenibilità e vi compaiono, come sempre, numerose firme di prestigio: da Angelo Crespi ad Angelo Mellone, da Diego Fusaro a Marcello de Angelis, da Laura Tecce a Maria Elena Capitanio. Da segnalare, la copertina illustrata da un’opera di Ciro Palumbo, le interviste a Marcello Veneziani e Carla Fracci, un originale ricordo del rapporto intessuto da Franco Zeffirelli con il Berlusconi impresario teatrale di Salvatore Aricò, la proposta di Edoardo Sylos Labini di istituire la figura del “direttore artistico” nelle aziende e un lungo intervento di Giampaolo Rossi, componente del Consiglio di Amministrazione della RAI: “Il rapporto tra RAI e cultura non è un rapporto ma un’identità – ha scritto Rossi – essa è oggi l’unica Media Company del paese”, proprio per questo la Rai ha l’obbligo di raccogliere una sfida culturale decisiva “quella del pluralismo, perché la funzione del Servizio Pubblico non può essere quella di unificare, ma di rappresentare la complessità”. “Il rischio – ha sottolineato Rossi – è che la RAI rimanga estranea ai nuovi flussi culturali che attraversano la società italiana; che si abbandoni a raccontare l’Italia dei pochi”. Tra “i pochi”, a titolo di esempio, sono citati Fabio Fazio e i suoi ospiti: “Se un osservatore leggesse l’Italia attraverso gli ospiti di Fazio, vedrebbe una bolla sospesa fuori dal tempo, immersa in una monovisione del mondo”, ha affermato Giampaolo Rossi, che ha concluso, dopo aver citato il Tg2 di Gennaro Sangiuliano, come testata capace i raccontare il politicamente scorretto senza paura: “Ecco la vera sfida culturale della RAI: quella del Plurale che non è sottrazione ma somma e si realizza non limitando ma moltiplicando le voci”.