Immigrazione è spread 2.0

La questione libica ora, e la primavera araba prima, sono alcuni strumenti per gestire le rotte dei migranti nel mediterraneo, e dunque la stabilità e la credibilità dei paesi.

I migranti sono usati come lo spread, in quanto capaci di mettere in crisi i Governi, come avvenne con la caduta di Berlusconi e l’instaurazione di Monti, un rimpasto che fu deciso dalla Germania e attuato dalla Deutsche bank.

Una nuova arma, quella dell’immigrazione, che scientemente sta venendo innescata dalla Francia e dalla Germania, che non a caso hanno spinto per triplicare i fondi per i migranti nella programmazione post 2020. Un business ed un’arma di ricatto.

E tutto ciò è l’effetto di una destabilizzazione ulteriore dei paesi africani, che negli ultimi anni hanno assaporato guerre interne pianificate in altri continenti. E così il mondo imprenditoriale ha potuto usare il continente nero come miniera di petrolio e materie prime, e la testa politica ha potuto creare la causa scatenante di provvedimenti atti a controllare le redini del sistema Europa.

E nel mezzo ci sono degli esseri umani, donne e bambini che rischiano di affondare nel più grande cimitero del mondo, il mediterraneo.