Premierato, arriva il sì del Senato. Fratelli d’Italia festeggia: “Fine ai giochi di palazzo”

La riforma del premierato fa un altro, importantissimo, passo in avanti verso la sua approvazione. Con 109 voti favorevoli, 77 voti contrari e 1 astenuto, il disegno di legge ha ottenuto il sì del Senato, dove è stato in discussione per settimane. Si tratta di una parte piccola di un iter ancora lungo, che vedrà prima esprimersi la Camera dei Deputati, per poi dopo tre mesi ripassare al vaglio del Parlamento ed eventualmente arrivare a un referendum popolare. Una parte piccola quanto fondamentale, riuscendo a superare la forte opposizione riservata dalla sinistra, iniziata già durante i lavori in commissione, con la presentazione di migliaia di emendamenti, molto spesso ripetitivi e anche incostituzionali, al solo fine di allungare i lavori e allontanare la data di approvazione.

Tuttavia, il sì del Senato è arrivato in tempi relativamente celeri, grazie al voto favorevole del centrodestra. La riforma, fortemente voluta dalla maggioranza e soprattutto da Fratelli d’Italia, contenuta nel suo programma elettorale, si avvicina così alla sua approvazione tra l’entusiasmo dei meloniani. I senatori di Fratelli d’Italia hanno infatti organizzato un flashmob nei pressi di Palazzo Madama, capitanati dal loro capogruppo Lucio Malan, radunandosi dietro uno striscione che ben spiega l’obiettivo che il centrodestra vuole raggiungere attraverso questa riforma: “Fine dei giochi di palazzo. Con questa riforma decideranno gli italiani”.

Il premierato mira proprio a inserire nel nostro ordinamento l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Un modo, questo, per corroborare la legittimazione del suo ruolo; per consentire al suo governo di restare in carica per cinque anni, così da avere a disposizione il tempo necessario per applicare il programma elettorale per il quale è stato scelto e sul quale, concluso il mandato, si esprimeranno gli elettori; per evitare che si dia ancora prosieguo a quel meccanismo legittimo, ma malsano, secondo il quale le maggioranze vengono a formarsi dopo il voto, senza di fatto essere scelte dagli elettori.

Ha espresso soddisfazione Lucio Malan, secondo il quale si tratta di “una riforma fondamentale perché mette al primo posto la sovranità popolare dei cittadini con quella contenuta nell’articolo 1 della Costituzione, il cui voto deve pesare”. Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia ha aggiunto che “le opposizioni hanno ritenuto di votare contro rifiutando il dialogo. Tranne un paio di gruppi minori, gli altri si sono detti contrari a un’elezione diretta del presidente del Consiglio, e della Repubblica. Noi – ha spiegato – andiamo avanti per il bene della Nazione e degli italiani”. La riforma, secondo Malan, potrà avere anche un effetto positivo contro l’astensionismo: “Noi – ha dichiarato infine – pensiamo che i cittadini avranno più voglia di votare se sapranno che il loro voto conta e ne hanno ovviamente di meno se pensano che – ha concluso – il loro voto viene superato da accordi mai promessi e presentati agli elettori o da Presidenti del Consiglio del tutto sconosciuti addirittura prima della loro nomina”.

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