Massimo Troisi, 30 anni dalla sua morte

“Mamma: Vince’, la vita si deve prendere così come viene. Vincenzo: E che so’ scemo io? La prendo come va? Io la prendo come viene… ma a me viene sempre ‘na chiavica, guarda che combinazione!” (Dal film ‘Scusate il ritardo’).

Vogliamo ricordarlo con una delle frasi tratte dei suoi celebri film. Stiamo parlando del grande Massimo Troisi, figlio e simbolo di Napoli.

Era il 4 giugno del 1994 quando si spegneva all’età di soli 41 anni nella casa della sorella Annamaria all’Infernetto, vicino al lido di Ostia.

Il suo cuore l’ha tradito, per via di una malattia della valvola mitrale causata dalle febbri reumatiche infantili, quel cuore che lui, genio assoluto, ha messo in ogni sua arte e performance.

Istrionico, brillante, poliedrico, con la sua comicità ricca di malinconia, era un uomo dalle mille sfumature che ha saputo dare una nuova veste al cinema italiano e alla comicità.

Nato a San Giorgio a Cremano, il 19 febbraio 1953, ha ridato lustro e dignità anche alla sua amata Napoli.

Attore, comico, regista, sceneggiatore, cabarettista, era soprannominato ‘il comico dei sentimenti’ o il ‘Pulcinella senza maschera’.

Sono stati tantissimi i suoi successi.

Dopo un inizio trascorso nel cabaret e alla radio, Massimo Troisi si è fatto conoscere nel 1976 con il programma televisivo ‘Non Stop’, la trasmissione Rai di Enzo Trapani, e nel 1979 conLuna Park’, per poi raggiungere la popolarità in tv con il trio ‘La smorfia’, assieme a Lello Arena e Enzo Decaro.

Poi il cinema: grandissimi capolavori come Ricomincio da tre (1981), Scusate il ritardo (1983), Non ci resta che piangere, regia con Roberto Benigni (1984), Le vie del Signore sono finite (1987), Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1991), Il postino (1994), film per cui viene candidato, postumo, all’Oscar come miglior attore protagonista. Il film ricevette inoltre altre tre nomination – miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura non originale – e vinse l’Oscar per la miglior colonna sonora.

Così alla notizia della sua morte, 30 anni fa, il mondo dell’arte, e non solo, si è stretto attorno alla sua persona e alla sua famiglia. Ed è da allora che si sono susseguite negli anni tantissime iniziative a lui dedicate: commemorazioni, eventi, testimonianze, libri che hanno messo e mettono in luce e in risalto la sua persona.

Perché, si sa, l’arte rende immortali. E Massimo lo è già. E resterà per sempre nei cuori di tutti.

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