Iran, è morto il presidente Ebrahim Raisi a causa dello schianto del suo elicottero

È notizia certa ormai, confermata dai media di tutto il mondo ma soprattutto dalla tv di Stato iraniana, quella dello schianto dell’elicottero nel quale si trovava il presidente iraniano Ebrahim Raisi.

Non solo il presidente iraniano, insieme a lui hanno perso la vita anche il ministro degli esteri Hossein Amir-Abdollahian e altre sette persone. Veniva da una mattinata proficua Raisi, dopo l’incontro con il presidente azero Ilham Aliyev.

Al rientro da questo l’elicottero su cui viaggiava aveva tentato di effettuare un atterraggio di emergenza a causa delle pessime condizioni meteorologiche. Ma purtroppo senza successo. Così è precipitato in un terreno montuoso localizzato, poi successivamente dalle circa 20 squadre di ricerca iraniane, nel nord dell’Iran, sulla strada per il villaggio di Khoilar-Kalam, luogo in cui è stata ritrovata poi la carcassa del velivolo.

Attualmente stanno girando anche le prime immagini attraverso le quali si può comprendere, soprattutto grazie ad un drone inviato per le ricerche dalla Turchia, che solo la coda delle elicottero è rimasta intatta mentre l’abitacolo, l’interno dell’abitacolo è andato in frantumi completamente bruciato.

Con un messaggio diretto agli amici, ma soprattutto ai nemici, l’Ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema del Paese, ha assicurato che non ci saranno vuoti di potere.

“Il presidente del popolo iraniano, laborioso e instancabile…, ha sacrificato la sua vita per la nazione”, in un comunicato del governo. “Assicuriamo alla nazione leale che, con l’aiuto di Dio e il sostegno del popolo, non ci sarà la minima interruzione nell’amministrazione del Paese”.

La tv di Stato iraniana, una volta data la notizia ufficiale della morte del presidente Ebrahim Raisi, l’ha definito “martire del servizio” e ha precisato che appena possibile saranno resi noti il luogo e l’ora della cerimonia funebre per rendergli omaggio.

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