Europee, Giorgia Meloni indica la strada per le destre europee: “No alle derive gender e green”

“Ci opporremo a chi vuole mettere in discussione la famiglia come pilastro della nostra società, a chi vuole introdurre le teorie gender nelle scuole, a chi vuole promuovere pratiche disumane come la maternità surrogata”. Con queste parole Giorgia Meloni ha tracciato la rotta da seguire dalla destra conservatrice e dall’Ecr – il partito europeo dei Conservatori e dei Riformisti – intervenendo alla kermesse di Vox, il partito conservatore spagnolo, che si è tenuta nel fine settimana. Il Presidente del Consiglio italiano è intervenuto da capo dei conservatori europei, rivendicando il fatto di essere divenuta, contro le voci discordanti delle opposizioni, il primo premier donna della storia italiana. Così, in un videomessaggio di circa 15 minuti ha indicato la strada da percorrere per la destra europea, spiegando che “nessun cambiamento in Europa è possibile senza i Conservatori europei, e questo è un fatto. Noi siamo il motore e i protagonisti della rinascita del nostro Continente”.

Sarà infatti “decisivo” in questo senso la prossima tornata elettorale comunitaria, con la quale verrà eletto il nuovo Parlamento europeo. Tornata elettorale verso la quale Giorgia Meloni ha richiamato l’unità delle destre contro le “alleanze innaturali e controproducenti” che hanno governato finora l’Unione europea e che hanno rischiato di svilire l’identità dei popoli europei. Bisogna infatti ritrovare “orgoglio e identità” che la sinistra ha tentato di “cancellare” per fronteggiare le “priorità sbagliate” che i socialisti europei hanno frapposto alle esigenze dei cittadini. Per questo, oltre all’attacco alle teorie gender, Giorgia Meloni ha voluto anche ricordare le lotte dei conservatori contro le derive green: “Negli ultimi anni, l’Unione europea ha preteso di decidere cosa potevamo e non potevamo mangiare, come dovevamo o non dovevamo ristrutturare le nostre case, quale auto potevamo o non potevamo guidare, quale tecnologia le nostre aziende potevano o non potevano utilizzare. Hanno usato l’alibi della difesa della natura per dare vita a un attacco alla nostra libertà che dobbiamo respingere”. E poi l’immigrazione, su cui rivendica il lavoro svolto in Europa: “Sono particolarmente orgogliosa del lavoro che abbiamo svolto: non più frontiere aperte e un eterno e inutile dibattito sui ricollocamenti, ma nuove politiche di cooperazione con i Paesi africani, di controllo delle partenze, di lotta ai trafficanti di esseri umani”.

Insomma, è chiaro il programma conservatore per la nuova Europa. Un appello, quello di Meloni, a cui ha risposto presente anche Marine Le Pen, la leader della destra francese che però non appartiene all’Ecr: “Non c’è dubbio che ci siano delle convergenze per la libertà dei popoli che vivono in Europa” ha detto alla convention, sottolineando che tra lei e la premier italiana “ci sono punti in comune”. Si può dire dunque pronta l’alleanza delle destre europee contro il monopolio liberal e socialisti delle Istituzioni europee che si tiene in vita da decenni.

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