Periferie, Battilocchio: “La politica dia risposte concrete alla speranza che rinasce”

“Abbiamo iniziato la nostra azione con un triplice schema: analisi, proposta, presenza. Stiamo approfondendo situazioni già affrontate in passato attraverso varie audizioni e impostando proposte, inserendoci nei vari provvedimenti in esame ed elaborando idee e spunti da avviare con un iter condiviso. Infine, ma non meno importante, vogliamo garantire una presenza sul territorio a partire dalle città metropolitane. Ce la stiamo mettendo tutta per essere all’altezza delle tante aspettative sulla tematica delle periferie, finalmente al centro dell’agenda politica del Paese”. Così Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia e presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza e lo stato delle città italiane e delle loro periferie, illustra l’azione della commissione in una intervista al quotidiano l’Identità.

“In diverse aree del Paese per troppi anni lo Stato è stato distratto. Anche a causa di progetti assurdi di utopia urbanistica trasformatisi in incubo per chi vi risiede, si sono create intere zone fuori controllo, dei “non luoghi” per dirla con Marc Augé, con meccanismi, regole e codici paralleli, in cui molto spesso l’unica presenza “istituzionale” era quella del prete di frontiera, del maresciallo dei Carabinieri della piccola stazione locale o di una preside coraggiosa. Così si è persa negli anni la fiducia nelle Istituzioni e il degrado, l’insicurezza e l’illegalità sono aumentati a dismisura. Questi i tratti comuni di alcune periferie che non possono più essere definite solo come concetto geografico, di “lontananza dal centro”, ma hanno assunto il significato più ampio di periferie sociali. C’è un vento nuovo positivo – continua Battilocchio – dovuto alla grande attenzione che in questa fase viene riservata alla loro riqualificazione. Compito della politica è dare risposte concrete a questo diffuso sentimento di speranza anche grazie alla collaborazione con le Forze dell’ordine e a persone straordinarie come Don Antonio Coluccia e Padre Maurizio Patriciello, simboli positivi di impegno a testa alta e senza paura. Con loro abbiamo promosso presenza e presidio in aree considerate zone franche”.

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