Tennis, l’immenso Jannik Sinner vince gli Australian Open 2024

L’impresa è riuscita. Jannik Sinner c’è l’ha fatta, grande orgoglio italiano. Entra di diritto nella storia del tennis per aver battuto il 27enne russo Daniil Medved e aver vinto gli Australian Open 2024.

Così Melbourne si è tinta d’azzurro. Sinner, 22 anni, giovane altoatesino, ha vinto il primo Slam della sua carriera nel singolare maschile. Prima di lui, 48 anni fa, Adriano Panatta, nel 1976. Seguendo solo la linea maschile, oltre Panatta, c’è Pietrangeli nel 1959/1960. Tra le donne, invece, Schiavone e Pennetta.

È stato un match fino agli ultimi colpi di racchetta che ha tenuto col fiato sospeso milioni di italiani. Se i primi due set sono stati vinti da Medved, gli altri tre, in rimonta e con grande tenacia, sono stati conquistati da Sinner. 3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3. Il match è iniziato alle 9:47 ed è terminato alle 13:35.

“Prima di tutto congratulazioni a Daniil per un torneo eccezionale – così ha dichiarato Sinner a fine partita -, abbiamo già giocato diverse volte contro, ma ogni partita dimostri qualcosa in cui dovrò migliorare e mi rendi un giocatore migliore, ti auguro di vincere questo trofeo prima o poi, e il meglio per il resto della stagione”.

Poi ha lasciato spazio ai ringraziamenti: “Voglio ringraziare sponsor, raccattapalle, giudice di sedia, tutti quelli che rendono possibile questo torneo. Dove sono i miei c’è neve e freddo, è così bello essere qui al sole”, ha scherzato.

E infine proprio sulla famiglia si è espresso così: “Grazie a mio team, non solo a chi è presente nel box, ma anche chi mi segue da casa. Cerchiamo di migliorare ogni giorno di più, sono molto felice di avervi lì che mi incoraggiate e riuscite a capirmi, perché a volte non è semplice, ma sono tatto cosi, sono Jan. L’incoraggiamento di queste settimane è stato eccezionale, mi avete fatto sentire a casa, è un campo con 15mila persone ma sembrano molte più, grazie davvero. Un pensiero alla mia famiglia, ai miei genitori, auguro a tutti di avere genitori come i miei, che non mi hanno mai messo sotto pressione anche quando giocavo ad altri sport, e auguro a tutti i bambini la libertà che ho avuto io grazie ai miei genitori”.

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