Napoli, promozione a Questore per il Capo della Squadra Mobile di Napoli Alfredo Fabbrocini

Napoli. Il superpoliziotto Alfredo Fabbrocini, è stato promosso questore. La decisione è stata presa venerdì scorso nel corso di una riunione del Consiglio di amministrazione per il personale della Polizia di Stato che si è tenuta al Dipartimento di PS a Roma. Il suo nome, infatti, figura nella lista dei 30 promossi per merito comparativo con decorrenza dal 1° gennaio 2024. Una nomina importante che ha il suo peso, se si considera la giovane età del nuovo dirigente superiore di polizia che a 51 anni ha già raggiunto una posizione tra le più elevate. Napoletano, originario del quartiere Posillipo e laureato in Giurisprudenza, ha legato il suo nome negli ultimi anni ad importanti arresti e nella lotta alla criminalità organizzata. Carattere deciso, aria da vero sbirro, negli ultimi tempi è riuscito ad assicurare alla giustizia anche i responsabili delle morti di due giovani innocenti come Francesco Pio Maimone, il pizzaiolo 18enne ucciso per caso durante una lite tra gruppi di giovani (cui Francesco non faceva neppure parte), e Giovanni Battista Cutolo, il musicista dell’Orchestra Scarlatti assassinato in piazza Municipio per uno scooter parcheggiato male.

Ma il curriculum di Alfredo Fabbrocini è zeppo di arresti. “Serpico”, come fu soprannominato durante la sua permanenza alla  Mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini fu quello che materialmente, oltre a svolgere le indagini, mise le manette ai polsi al boss del “clan dei montanari”, di Monte Sant’Angelo, Giuseppe Pacilli (detto Peppe u’ Muntanar). Inoltre condusse le indagini per la cattura del super latitante di Johnny lo Zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, ergastolano 57enne, entrato d’impeto per la sua efferatezza nella cronaca nera nazionale. Esperto investigatore, Fabbrocini ha assunto la direzione di importanti Uffici di Polizia. Tornato nella sua Napoli, fin dal primo giorno del suo insediamento alla più importante questura del Mezzogiorno,  ha portato avanti una lotta senza sosta alla criminalità organizzata e alla violenza di genere. Con l’apporto suo e dei suoi validissimi e instancabili uomini ha assicurato alla giustizia il narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale e il suo socio in affari Bruno Carbone; ha consentito il recupero di una preziosissima copia del Salvator Mundi, altrimenti conosciuto come “il Cristo benedicente”, dipinto del 1400 attribuito alla Scuola di Leonardo da Vinci, rubato dalla Basilica di San Domenico Maggiore di Napoli e ritrovato dalla Polizia di Stato il 16 gennaio 2021. Per non parlare di altrettanti ritrovamenti di sostanze stupefacenti ed armi. Fabbrocini, dirigente stimato dai suoi colleghi della mobile nonché da magistrati, giornalisti e forze dell’Ordine, ora è in attesa di assumere la direzione di una questura con il grado di Dirigente Superiore.

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