DL Campi Flegrei: 52,2 milioni di euro per il piano di analisi dei rischi, messa in sicurezza ed evacuazione

Si è tenuto questa sera alle ore 20:00 il Consiglio dei Ministri n. 53, a cui non ha partecipato il Presidente Giorgia Meloni impegnata a Granada per il Consiglio europeo informale del 5 e 6 ottobre.

Al centro del tavolo di Palazzo Chigi un tema molto sentito, ossia la predisposizione di uno schema di decreto legge recante: “Misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei (PRESIDENZA – PROTEZIONE CIVILE E POLITICHE DEL MARE)”.

Era da questa estate che si attendeva un intervento deciso del governo che potesse predisporre una soluzione al problema della messa in sicurezza della popolazione residente nell’area flegrea, vista e considerata la decisa intensificazione dei fenomeni legati al bradisismo.

La terra trema in maniera preoccupante oramai da settimane e i cittadini dei comuni coinvolti hanno vissuto diverse giornate di passione. Le scosse di terremoto hanno raggiunto livelli di intensità preoccupanti, se si considera la vicinanza alla superficie terrestre degli epicentri e la forza registrata sulla scala di magnitudo.

Il sito internet ufficiale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha scalato le posizioni di quelli più visitati dai cittadini partenopei, ansiosi di verificare le coordinate di questi eventi che sempre più destano preoccupazione e destabilizzano la loro vita quotidiana.

Insomma, si è avvertita in maniera molto forte l’esigenza di un intervento dai palazzi romani, che potesse essere all’altezza di redigere un piano di messa in sicurezza della popolazione residente nella varie municipalità del comune di Napoli, Pozzuoli e limitrofi coinvolte in questi delicati giorni di tensione.

Pertanto, si è giunti finalmente al via libera di un decreto legge sui Campi Flegrei. Come è possibile evincere dalla lettura di vari testi enciclopedici, questo territorio che circoscrive l’area amministrativa dei comuni di Napoli, Pozzuoli e limitrofi, appoggia le sue radici su di una vasta e complessa congregazione di crateri estinti, i quali hanno storicamente eruttato molto materiale frammentario, a scapito di una più risicata espulsione di quello più propriamente lavico. Le terre ricomprese in questo arcipelago vulcanologico sono delimitate non solo dalla città di Napoli e Pozzuoli (e dalle adiacenti e meravigliose zone di Cuma, Baia, Bacoli, Fusaro, Miliscola e Capomiseno) ma anche dalle isole di Ischia, Procida e Vivara.

In serata, il Consiglio dei Ministri è dunque giunto al termine della delicata e tanto agognata opera. Il primo a parlare ai microfoni della stampa nazionale è stato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, il quale ha subito ribadito il senso dell’azione dell’esecutivo, sulla falsariga del modello adottato dopo le ultime alluvioni che hanno colpito l’Emilia Romagna. “L’obiettivo del governo è quello di continuare a lavorare sempre meglio per le emergenze ma al tempo stesso di passare a una seria prevenzione. Conviene intervenire laddove possibile per evitare che l’emergenza assuma contorni e proporzioni diverse”, queste le prime dichiarazioni del titolare del dicastero della Protezione civile a margine della riunione di questa sera.

Nella sostanza, il provvedimento adottato questa sera a Palazzo Chigi stabilisce che dovrà essere approvato con decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, di concerto con il Ministro dell’economia, d’intesa con il Presidente della Regione Campania e sentiti la Città Metropolitana di Napoli e i Sindaci dei Comuni interessati, un piano straordinario di analisi della vulnerabilità delle zone edificate direttamente interessate dal fenomeno bradisismico. Il tempo a disposizione stabilito dall’esecutivo per svolgere questo compito è di 60 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.

Il presente piano strategico dovrà portare in grembo 4 attività principali:

  1. studio di microzonazione sismica; 2. analisi della vulnerabilità sismica dell’edilizia privata; 3. analisi della vulnerabilità sismica dell’edilizia pubblica e un primo piano di misure per la mitigazione; 4. programma d’implementazione del monitoraggio sismico e delle strutture.

Due i pilastri concettuali espressi dal piano di intervento predisposto dal governo nel decreto legge sui Campi Flegrei: in primo luogo, un’analisi del rischio nelle zone edificate che sono state interessate dagli ultimi fenomeni legati al bradisismo, in modo tale da prevedere opere di messa in sicurezza delle aree colpite; in seconda battuta, la redazione di un piano di evacuazione che possa funzionare in modo efficiente in caso di emergenze, da elaborare entro un termine massimo di tre mesi. L’ex Presidente della regione Sicilia dichiara che il pacchetto di interventi deliberato dall’esecutivo prevede uno stanziamento di “fondi pari a circa 52 milioni di euro”, specificando che la regione Campania ha deciso di non partecipare e con una nota di rammarico ha lasciato intendere che sarebbe auspicabile lo facesse in futuro, giacché, il ministro ritiene sia giunto il momento di “passare dall’emergenza alla prevenzione”.

L’obiettivo posto al centro del piano d’intervento da parte del governo è fare in modo da non farsi trovare impreparati in caso ci fossero improvvisi fenomeni di “grave bradisismo” e lo strumento a tal proposito predisposto da Palazzo Chigi è quello delle “comunicazioni”. Architrave di questa strategia è l’informazione da fornire ai cittadini, i quali dovranno acquisire consapevolezza e fare cultura dei comportamenti da attuare in caso di eventi che comunque si rendono per loro natura scientificamente imprevedibili. Nel piano delle comunicazioni sono previste apposite iniziative “finalizzate alla diffusione della conoscenza dei rischi e delle buone pratiche di protezione civile presso la popolazione delle aree interessate”. Al centro di questa strategia ci saranno soprattutto le scuole e lo stanziamento di fondi che possano potenziare l’attività della Protezione civile e le infrastrutture.

Nel caso di necessità di evacuare la popolazione residente, il decreto legge menziona, all’articolo 6, “l’acquisizione dei materiali, dei mezzi e delle risorse strumentali necessari per garantire un’efficace gestione delle attività di protezione civile”, ed inoltre “l’allestimento di aree e strutture temporanee per l’accoglienza alla popolazione”. Il provvedimento partorito a Palazzo Chigi detta anche i termini a cui sono soggetti tali adempimenti, fissandoli in 90 giorni a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto dal governo il primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi, il quale ha sottolineato quanto sia importante adesso la fase della gestione della situazione, evitando allarmismi e invocando la responsabilità di tutte le parti in causa.

Sul punto è intervenuto anche il prefetto del capoluogo campano, Claudio Palomba, confermando la presenza del ministro Musumeci nei prossimi giorni a Napoli, che sarà occasione per illustrare il piano nei dettagli. Il titolare dell’Ufficio territoriale di governo ha inoltre affermato che ci dovrebbero essere facilitazioni per l’assunzione di personale tecnico che possa garantire una più efficace collaborazione professionale per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, e dunque, per la protezione degli studenti dei comuni afflitti dai fenomeni legati al bradisismo.

Infine, le prime prove di evacuazione partiranno il prossimo venerdì, giorno in cui sarà la volta degli esperimenti tecnici a cui si sottoporranno gli ospedali: dalle ore 11:00 alle 13:00 ci sarà la prova all’ospedale San Giuliano del Comune di Giugliano e al San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. Nella giornata di sabato, sempre nella stessa fascia oraria, ci sarà la prova di evacuazione all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Il tempo scorre inesorabile e la speranza è che si possa garantire quanto prima un piano efficiente di messa in sicurezza della popolazione residente dei Campi Flegrei, considerando la necessità di proteggere circa 500.000 abitanti della cd. zona rossa e altri 800.000 residenti della cd. zona gialla.

Per ora la terra trema e i cittadini convivono quotidianamente con la paura che si alimenta ad ogni singola oscillazione, con la preghiera che quanto prima questo fenomeno possa trovare un equilibrio di assestamento.

Ovviamente, ci si augurano i migliori auspici, affinché questo mostro dormiente possa continuare nel suo lungo sonno ancora per migliaia e migliaia di secoli a venire.

Print Friendly, PDF & Email