Autonomia differenziata. In Consiglio regionale della Campania “tutti” meridionalisti?

Erano considerate “retrogradi”, “arretrati”, quei politici e soprattutto quelle associazioni nate con lo scopo di difendere la storia, ma soprattutto il presente ed il futuro del Sud; a quanto pare esse hanno solo anticipato una moda politica del prossimo futuro. Indro Montanelli diceva: “Quando si farà l’Europa unita, i tedeschi entreranno come tedeschi, i francesi come francesi, gli italiani come europei” che unitamente alla frase di Massimo D’Azeglio “Fatta l’Italia dobbiamo fare gli italiani”, potrebbe venir fuori che in Italia, i Veneti sono entrati come Veneti (promuovendo recentemente una proposta di legge per insegnare la lingua veneta nelle scuole), i Lombardi come Lombardi, i meridionali come italiani. E, pur non essendo fatte bene purtroppo, né l’Europa, né l’Italia, i meridionali pagano per due. Questa volta però, le regioni del Nord hanno provato a farla grossa, e ci voleva l’annunciata “Secessione dei Ricchi” (Autonomia differenziata) come l’hanno definita diversi docenti e giornalisti meridionali, per costringere le istituzioni regionali ed i sindaci del meridione a fare fronte comune, obbligando addirittura il Quirinale a scendere in campo e bloccare tutto, proprio per il rischio di potenziare le regioni ed esautorare il Parlamento centrale. Certamente l’intervento della Regione Campania governata da De Luca, sotto la spinta di tanti esperti ed associazioni meridionaliste, è stata costretta ad intervenire, o sarebbe stata la reale fine del Sud. Torna però il mantra “Deve crescere il Sud per far crescere anche il Nord“, questa non deve essere una giustificazione, il Sud ha il diritto di crescere per sé stesso.

Nel Consiglio Regionale del 1° dicembre 2022 è stata approvata a maggioranza una Risoluzione di Indirizzo, che impegna il Presidente della Giunta a richiedere il ritiro della proposta presentata dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, nella seduta della Conferenza Stato – Regioni, specialmente senza prima aver approvato i Lep (Livelli Essenziali delle prestazioni) a livello nazionale. Gli interventi in aula, per quanto ci fosse qualcuno che sembrava volesse esplicitamente favorire il Nord, sembrava provenissero da politici appartenenti ad associazioni meridionaliste, “neoborboniche”, “PinoApriliane” con la bandiera del sud in mano, con l’unico scopo di difendere gli interessi del Mezzogiorno, come non è stato fatto negli ultimi 160 anni. Meglio tardi che mai, peccato che quegli stessi consiglieri appartengano a movimenti con sede legale al Nord e che perseguano a livello nazionale unicamente gli interessi di una parte del Paese. La battaglia ormai è territoriale, lo è sempre stato, ma solo ora capiremo il destino del Paese quale sarà.

Print Friendly, PDF & Email