Giustizia, Patriarca (FI): “Commissione d’inchiesta a tutela dei cittadini”

La deputata e capogruppo regionale: «Difendere la parte sana della magistratura»

«È giunto il momento di sostenere, con convinzione, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso politico della giustizia. I cittadini, anche alla luce delle rivelazioni emerse dalle ultime indagini sul mercato delle nomine nella magistratura e sui suoi protagonisti, hanno il diritto di sapere e di essere tutelati dalle storture del sistema». A dirlo è Annarita Patriarca, componente della commissione Giustizia della Camera dei deputati e capogruppo azzurro nel consiglio regionale della Campania.

«Il potere giudiziario è uno dei capisaldi della nostra democrazia – ha aggiunto la Patriarca – e non possiamo permetterci alcuna ombra, alcun pregiudizio, ancorché velato, sul suo funzionamento e sulle finalità con cui si muove. Negli ultimi trent’anni, abbiamo assistito a un assalto giudiziario al centrodestra e ai suoi massimi esponenti, Silvio Berlusconi in primis, che il tempo e una magistratura giudicante seria e indipendente hanno poi del tutto sconfessato. Non per questo riparando al danno gigantesco arrecato al regolare svolgimento della vita democratica del nostro Paese. Ma nel tritacarne mediatico-giudiziario sono finiti anche tantissimi cittadini comuni, ed è a loro che bisogna dare una risposta. La proposta di un organo parlamentare d’inchiesta, avanzata già nel 2020 dall’on. Pietro Pittalis e oggi sollecitata dal vicepresidente della Camera, on. Giorgio Mulè, è un atto riparatorio nei confronti delle vittime della giustizia politicizzata».

«Gli scandali raccontati nelle chat di esponenti di primo piano della magistratura, gli esiti dei procedimenti penali fin qui noti e i bestseller di settore disegnano uno scenario a fosche tinte che offende peraltro la maggior parte dei magistrati, seri e operosi, che lavora onorando il delicato compito di amministrare la giustizia. È anche per tutelare loro che bisogna illuminare le troppe zone d’ombra di una stagione controversa».

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