Libri: “L’equazione dell’amore “ è l’ultimo romanzo di Maurizio de Giovanni

“Nessuna serie, è questa la novità. Questa è una cosa profondamente diversa. Una storia che ho da dieci anni. È una storia… direi d’amore, in un certo senso. C’è un nonno, e c’è un nipotino…”.

L’equazione dell’amore’ è l’ultimo successo editoriale di Maurizio de Giovanni, pubblicato da Mondadori.

Dal 1° febbraio in tutte le librerie, questa volta siamo di fronte a un de Giovanni diverso ma sempre bravissimo. Di fronte a un romanzo che aveva in mente da tutta una vita e che lui dedica a sua madre.

Non Ricciardi, non Sara, non Pizzofalcone. E neppure Napoli, se non sullo sfondo. Ci troviamo in consegna a un personaggio, tormentato e meravigliosamente umano, messo dinanzi al mistero del cuore.

“Io sono Petrini Francesco di anni nove, signor pescatore. Detto Checco”. Quando un uomo ritrova la strada perduta degli affetti.


Sinossi

Dopo la morte della moglie, Massimo, professore di matematica in pensione, vive, introverso e taciturno, in una casa appartata su un’isola del golfo di Napoli. Pesca con metodo e maestria e si limita a scambiare rare e convenzionali telefonate con la figlia Cristina, che vive in una piccola città della ricca provincia padana. A interrompere il ritmo di tanto abitudinaria esistenza la notizia di un grave incidente stradale: la figlia e il genero sono morti, il piccolo Checco è in coma. Massimo deve assolvere i suoi doveri. Crede, una volta celebrata la cerimonia funebre, di poter tornare nella sua isola, e lasciare quel luogo freddo e inospitale. Non può. I sanitari lo vogliono presente accanto al ragazzino che giace incosciente. Controvoglia, il professore si dispone a raccontare al nipote, come può e come sa, la “sua” matematica, la fascinosa armonia dei numeri. Fuori dall’ospedale si sente addosso gli occhi della città, dove lo si addita, in quanto unico parente, come tutore del minore, potenziale erede di una impresa da cui dipende il benessere di molti. Da lì in poi quanto mistero è necessario attraversare? Quanto umano dolore bisogna patire? Per arrivare dove?

È così. Le emozioni ci spaventano perché non sono misurabili.

“La spiegazione, lo vedi, è rigorosamente matematica. È tutto nell’equazione di Dirac, l’equazione del cuore. Perché noi siamo profondamente connessi, e rigorosamente interdipendenti. Lo siamo per forza, perché nasciamo l’uno dall’altro, percorriamo le nostre strade eppure restiamo insieme, dovunque queste strade ci portino (…) tu e io siamo lo stesso sistema”.

Una storia tragica e triste ma bellissima e coinvolgente. Sui rapporti tra padri e figli, tra nonni e nipoti. Sulla vita arida di certe città e di certe cerchie. Sull’amore e sul dolore. Sulla matematica e la fisica.

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