Stop alla plastica monouso dal 14 gennaio, l’UE vieta l’utilizzo di piatti e posate non biodegradabili

Nel 2022 l’Unione Europea dice addio alla plastica monouso. Il Decreto legge 196/21 vieta il commercio della plastica non biodegradabile dal 14 gennaio

E’ così che l’Unione Europea risponde ad uno dei problemi ambientali più gravi ed urgenti da affrontare: l’inquinamento da plastica. Il WWF, la più grande organizzazione mondiale che opera in difesa dell’ambiente e delle specie a rischio, sostiene che ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscano negli oceani e, se non saranno presi provvedimenti, entro il 2050 nei mari ci sarà più plastica che specie marine.

La decisione di eliminare totalmente dal commercio prodotti non biodegradabili, è  dunque, risultata  necessaria. Vietati, fino ad esaurimento scorte, innumerevoli prodotti. Tra questi: posate, piatti, cannucce, aste da attaccare a sostegno dei palloncini, contenitori per alimenti  e relativi coperchi, tazze, bicchieri e attrezzi da pesca contenenti plastica.

Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, nel 2019 dichiarava: «I rischi per la salute derivanti dall’inquinamento da plastica sono stati ignorati per troppo tempo, un atteggiamento che va contro le regole basilari della prevenzione che dovrebbero guidare le scelte istituzionali e delle multinazionali e venire prima dei profitti. Imprese e istituzioni hanno scelto invece di mantenere lo status quo. Non sono solo gli oceani e gli animali marini a soffrire le conseguenze della dipendenza dalla plastica della nostra società, siamo tutti noi a subirne gli effetti.
Nonostante ci sia ancora molto da chiarire su tutti i possibili impatti generati dalla plastica sulla salute umana, i rischi sono evidenti. Le conoscenze attuali impongono di applicare concretamente il principio di precauzione e iniziare a eliminare definitivamente la plastica, a partire dall’usa e getta».

La decisione presa dall’UE rappresenta ad oggi un notevole passo avanti, e per chi non rispetta la normativa, sono previste sanzioni fino a 25mila euro.

 

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