Rottamazione-ter e Saldo e stralcio, Governo al lavoro per un’ulteriore proroga. Maria Cecilia Guerra (Mef): “Tecnicamente possibile, ma servono le coperture”

Come è noto, in seguito allo shock generato nei mercati dall’avvento del Covid-19, a partire dal’8 marzo 2020, tutta l’attività dell’Agenzia delle Entrate Riscossione è stata sospesa per rendere meno asfissiante la gestione della crisi economica da parte delle imprese che hanno dovuto abbassare la serranda a causa dell’imperversare del virus. Dunque, lo Stato ha imposto lo stop alle notifiche delle cartelle esattoriali e delle riscossioni sotto forma di pignoramenti, ipoteche e fermi amministrativi.

In vista della luce in fondo al tunnel, il 1° settembre 2021 è ripresa l’attività di notifica degli atti, innescando un moto di circa 1 milione di atti al mese, tra cui cartelle esattoriali e intimazioni di pagamento, che giungeranno a imprese e contribuenti di tutta Italia.

Poco più di un mese or sono, e precisamente il 22 ottobre 2021, entrava in vigore il Decreto Legge recante <<Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili>>. Trattasi del Decreto-Legge del 21 ottobre 2021, n. 146, detto Decreto Fiscale, approvato al fine di dare ulteriore respiro ai contribuenti in difficoltà per le distorsioni create nell’economia dall’emergenza pandemica.

Il provvedimento varato dal governo interviene su tre macro-aree, in primo luogo sulle notificazioni delle cartelle esattoriali. A tal proposito viene introdotta una importante dilazione dei termini per il versamento delle rate, infatti, per le cartelle ricevute dai contribuenti dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre dello stesso anno, vengono concessi 150 giorni per il pagamento e 60 giorni per presentare ricorso, a partire dal giorno del ricevuta notifica. Per quelle che giungeranno ai cittadini a partire dal 1° gennaio 2022, il termine di versamento della rata sarà invece di 60 giorni.

Per quanto concerne invece la rateizzazione delle cartelle esattoriali, il decreto legge stabilisce un’ importante agevolazione per tutti i contribuenti che abbiano fatto richiesta di un piano di rateizzo entro la data dell’8 marzo 2020. Viene concessa la possibilità di saltare fino a 18 rate di versamento non consecutive per continuare a beneficiare del piano senza rischio di decadere, fino al 31 ottobre 2021.

Se alla data dell’8 marzo c’era già un piano in atto e rate non versate, il provvedimento dell’esecutivo ha stabilito la possibilità di salvataggio se alla data suddetta, i versamenti non effettuati fossero sempre della stessa entità, cioè 18 rate non consecutive non saldate.

Per i piani di rateizzo stipulati dopo la data dell’8 marzo, il numero di rate non consecutive non saldate per non decadere è stato stabilito nel numero massimo di 10 versamenti non effettuati, fino al 31 ottobre 2021.

A partire dal 1° gennaio 2022, il decreto stabilisce un ritorno all’origine, portando a 5 rate non consecutive non versate, il limite massimo di decadenza dal piano.

In merito al tema della c.d. rottamazione ter e del saldo e stralcio, l’art. 1 del Decreto fiscale ha stabilito la rimessione in termini. Nello specifico, sulla prima, bisogna ricordare che l’articolo 3 del Decreto Legge n. 119/2018 ha introdotto la <<Definizione agevolata dei carichi>> affidati all’Agente della riscossione (cd Rottamazione-ter), in favore di tutti coloro che hanno uno o più debiti con Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. La norma prevede, dunque, la possibilità di estinguere i debiti iscritti a ruolo contenuti nelle cartelle di pagamento, versando le somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Per quanto concerne invece la seconda voce di intervento del Decreto fiscale 2021, va ricordato che si tratta della Legge n. 145/2018, la quale ha introdotto il <<Saldo e stralcio>> delle cartelle. In sostanza, si fa riferimento non solo alla possibilità di una dilazione a rate del debito nei confronti dell’erario, ma anche ad una riduzione delle somme dovute, pensata per agevolare quei contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica, ossia, quando il valore ISEE riferito al proprio nucleo familiare non supera 20 mila euro. Questo strumento normativo riguarda solo le persone fisiche ed è riferito esclusivamente ad alcune tipologie di debiti  affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. La misura in questione, oltre alla riduzione degli importi dovuti, prevede anche l’azzeramento di sanzioni e interessi di mora.

Detto ciò, tornando al Decreto fiscale del 2021 approvato lo scorso ottobre, viene stabilito che tutti i contribuenti che non sono riusciti ad effettuare alcuni pagamenti relativi all’anno 2020, e anche alcuni concernenti il 2021, hanno la possibilità di effettuare il saldo entro il 30 novembre del 2021. Si fa riferimento a quattro rate che riguardano il 2021, due il 2020 e due del Saldo e Stralcio. Si tratta di una data oramai prossima e sulla quale l’esecutivo, col sostegno della maggioranza parlamentare e col supporto delle opposizioni, sta riflettendo al fine di porre un argine a quello che potrebbe essere un vero e proprio giorno del giudizio, momento ovviamente difficile per molti cittadini che si troverebbero nella condizione di dover pagare un’ ingente somma di denaro, con la pandemia che nel frattempo non accenna a retrocedere, insieme ai suoi effetti a lungo termine sul mercato.

Questo fa ancora più impressione se si tiene conto delle restrizioni che sono all’orizzonte, in virtù della volontà di proteggere il periodo delle festività natalizie dai probabili devastanti effetti della nuova variante del Covid-19 proveniente dal Sud-Africa, detta Omicron. E’ notizia di poche ore fa il primo caso positivo riscontrato in Belgio, delle 61 persone risultate positive in Olanda che tornavano dallo Stato più a sud del continente africano e di alcuni sospetti in Gran Bretagna e Germania. In seguito alle preoccupazioni che ne sono derivate, molti governi europei stanno già vietando voli di rientro dal Sud-Africa.

Considerando il momento di grande crisi, e con il Natale alle porte, la maggioranza sta cercando di fare quadrato per trovare una sintesi. Considerando la proroga legislativa a regime che è stabilita in 5 gironi dalla scadenza, il vero momento della verità per molti italiani dovrebbe essere il 6 dicembre, ma il governo di Mario Draghi sta già elaborando, secondo molte indiscrezioni che provengono proprio da Palazzo Chigi, una proroga di qualche giorno, stabilendo il giorno ultimo per il versamento dei pagamenti al 9 dicembre, che con i 5 giorni di tolleranza porterebbe il giorno del giudizio al 14 dicembre, fornendo un piccolo e ulteriore aiuto ai contribuenti in maggiore difficoltà.

Nelle more dell’iter parlamentare di conversione in legge del decreto fiscale, emergono le difficoltà per salvare il Natale di molti italiani e ancor di più nelle parole del sottosegretario all’Economia Maria Cecilia Guerra, la quale ha dichiarato ai microfoni della stampa che: “un intervento per diluire ulteriormente le rate della rottamazione potrebbe essere tecnicamente possibile, ma per spostare i pagamenti anche al nuovo anno, oltre la data del 31 dicembre 2021, come richiesto in alcuni emendamenti al decreto fiscale, dovranno essere trovate le coperture necessarie“.

E’ stato infatti stimato che, per offrire un aiuto di largo respiro ai cittadini che soffrono maggiormente delle difficoltà in atto, prorogando all’anno nuovo le scadenze per il pagamento dei debiti con lo Stato, ci sarebbe bisogno di trovare circa 500 milioni di euro.

Difficile ed impegnativo, ma a tutti gli effetti doveroso, affinché il Natale sia uguale per tutti.

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