Palermo, Orlando: “Emergenza cimiteriale, subito un cronoprogramma”

La riunione straordinaria del consiglio comunale svoltasi a Palermo in data 23 agosto ha messo in luce l’indecoroso stato di numerose bare che da mesi giacciono senza sepoltura al cimitero dei Rotoli: 420 sono in attesa di trovare sistemazione in un locale, mentre 500 salme sono destinate ad essere inumate.

Il problema non è certo nuovo.

Per quanto negli ultimi anni si sia cercato di realizzare nuovi campi di inumazione e nuovi loculi, la macchina burocratica ha finito per vanificare la buona riuscita di progetti volti a favorire l’ ingrandimento ed un ben più efficace riassetto delle aree cimiteriali.  Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando è intervenuto alla riunione del consiglio comunale mettendo in chiaro la situazione:” Dopo l’uscita della maggioranza della cosiddetta componente renziana c’è stata una paralisi del consiglio, il piano di opere pubbliche è stato bloccato, compresa la realizzazione di un nuovo campo di inumazione e l’attivazione del nuovo forno”.

Ma l’opposizione è di tutt’altro avviso.

L’epoca di Orlando sindaco volge al termine nel peggiore dei modi, con una città allo sbando in cui niente funziona con i cittadini che sono costretti a fare i conti con i problemi creati da questa amministrazione comunale. L’emergenza cimiteri ha coperto di vergogna Palermo e i palermitani, impossibilitati a poter offrire un sereno riposo ai propri defunti”, è quanto detto da Francesco Scarpinato, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale.

Le bare che attualmente sono a terra devono essere immediatamente sollevate, perché dopo questo caldo non possiamo escludere che arrivi qualche acquazzone e quindi la situazione potrebbe creare non pochi problemi”, ha ragionevolmente sollecitato l’assessore comunale al Patrimonio, con delega ai cimiteri, Toni Sala.

Sebbene l’ipotesi di trasferimento delle bare non interrate al cimitero privato di Sant’Orsola (il secondo cimitero più grande di Palermo, di proprietà della Fondazione Santo Spirito) sia riuscita a prevalere, soltanto 14 delle ‘tante bare senza fissa dimora’ sono state effettivamente trasferite.

E mentre una situazione del genere monta l’indignazione fra i cittadini, le bare continuano ad ammassarsi persino negli angoli più improbabili del cimitero.

Se le anime dei defunti godono oramai della pace perpetua, la guerriglia per un posto al cimitero invece è la realtà vergognosa che ci consegna il nostro tempo terreno e che non può non scuotere familiari e cittadini tutti, caricandoli di risentimento verso il lentissimo ed inefficace operare dell’amministrazione comunale.

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