L’intervista del Direttore | Lala (Riformismoggi): “Referendum sulla giustizia, aderiamo alla raccolta firme”

A Napoli inizia la raccolta firme per il referendum sulla giustizia e ‘Riformismoggi’ aderisce convocando una conferenza stampa per il giorno 19 luglio, mettendo insieme politica ed associazioni forense

È partita la campagna referendaria sui temi della giustizia ed è partita con una velocità impressionante.

In un solo week end sono state raccolte oltre 100 mila firme su 6 quesiti che qui ricordiamo:

1) Responsabilità civile dei giudici;

2) Separazione delle carriere;

3) Custodia Cautelare;

4) Abrogazione della Legge Severino;

5) Abolizione raccolta firme magistrati;

6) voto per i membri non togati dei Consigli Giudiziari.

Il referendum proposto dai Radicali e dalla Lega ha immediatamente raccolto un consenso trasversale che ha visto un fronte largo di adesioni non solo da parte di forze di centro destra ma anche del centro sinistra come Italia Viva e socialisti oltre ovviamente ad un largo fronte di adesioni da parte del mondo forense e delle associazioni di area.

A Napoli i primi a schierarsi a favore della raccolta delle firme per la presentazione del referendum sulla giustizia sono stati le associazioni riformismoggi e NOMOS (associazione giuridica).

Sul tema l’Avv. Marcello Lala, segretario di riformismoggi, ha rilasciato un’intervista per la rubrica  ‘L’intervista del Direttore‘ su Istituzioni24.it spiegando il perché dell’ adesione alla campagna referendaria.

Avv. Lala lei si è subito schierato a favore della raccolta di firme per il referendum sulla giustizia, come mai questa adesione convinta alla campagna dei radicali e della Lega?

“Innanzitutto, credo convintamente che questa non sia la campagna solo di radicali e Lega, ma che sia la campagna di tutti i cittadini italiani che hanno a cuore le sorti del paese e della giustizia in Italia.

Le condizioni del sistema giudiziario italiano sono sotto gli occhi di tutti, tanto da chiederci l’Europa di mettere mano alla riforma della giustizia, altrimenti niente soldi del Recovery Plan.

Negli ultimi mesi vi è stata una recrudescenza di fatti che ne hanno messo in evidenza le storture e le carenze che da anni noi denunciavamo senza mai essere ascoltati”.

Lei, si riferisce al libro di Palamara e Sallusti ed ai recenti fatti di Santa Maria Capua Vetere?

“Mi riferisco ad un sistema malato che ebbe nel 1993 la sua origine con tangentopoli e lo sbilanciamento dei poteri dello Stato a favore di quello Giudiziario. Da li è stato un susseguirsi di scandali e vicende a dir poco non chiare sulle sorti della Repubblica che Palamara nel suo libro descrive chiaramente. Ricatti, nomine spartite nel perfetto solco del manuale Cencelli, guerre tra bande e correnti. Uno spettacolo indegno di un paese democratico, così come indegno di un paese democratico è quello che è accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Le immagini sono chiare e nette ma quello che posso aggiungere è che evidente che il sistema carcerario in Italia è andato in tilt”.

Di chi le colpe di tutte queste storture?

“Sicuramente di una politica, senza distinzione di sorta, succube di una magistratura che proprio dopo tangentopoli ha preso il sopravvento e che ha cercato e ci è riuscita ampiamente, di condizionare le scelte in materia di giustizia in Parlamento”.

Perché i referendum e perché invitate a firmare i 6 quesiti?

“Perché condividiamo la scelta di dare una scossa al Parlamento tale da provocare l’approvazione di una riforma senza se e senza ma degna di un paese civile.

A Napoli il 19 Luglio in via Caracciolo faremo una conferenza stampa alla presenza non solo di vari esponenti politici ma anche di illustri giuristi come l’Avv. Prof. Vincenzo Maiello, l’Avv. Prof Alberto De Vita, il segretario del Movimento Forense l’Avv. Alessandro Gargiulo il Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Avv. Eugenio Pappa Monteforte e Giulio di Donato Presidente di Riformismoggi, l’On. Roberto Giachetti di Italia Viva , l’On. Severino Nappi Consigliere Regionale della Lega , l’Avv. Umberto Limongelli dei Radicali, l’Avv. Argia di Donato di NOMOS (movimento forense) , l’Avv. Vincenzo Improta e tanti altri. Tutti insieme per chiedere di riformare una giustizia malata”.

È di oggi che un testo sulla riforma della giustizia penale e civile sta per essere portato in Consiglio dei Ministri per poi approdare in Parlamento. Cosa ne pensa?

“Noi auspichiamo che sia proprio il Parlamento ad approvare una riforma così delicata col maggior consenso possibile, una riforma vera come ce la chiede l’Europa e non una riformetta che accontenti la parte più giustizialista e forcaiola del Parlamento stesso , mi riferisco ai 5 Stelle e non solo,  che hanno dato il colpo di grazia al sistema giudiziario con il Ministro Bonafede e lo dico senza timore di smentita. Se la riforma così come intendiamo noi e l’Europa passa ,ben venga, altrimenti ci sono i referendum e la campagna è appena iniziata”.

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