Parlamento Europeo, invito a rivedere la lista dei Paradisi Fiscali

Con 587 voti favorevoli, 50 contrari e 46 astensioni, il Parlamento Europeo ha adottato una Risoluzione in cui invita a modificare il sistema utilizzato per redigere la lista Ue dei paradisi fiscali ritenuto “confuso ed inefficace”.

Anche se l’elenco Ue dei paradisi fiscali, istituito nel 2017, ha avuto fino ad oggi un “impatto positivo”, lo stesso non è stato “all’altezza del suo potenziale, in quanto le giurisdizioni che attualmente contiene coprono meno del 2% delle perdite di gettito fiscale a livello mondiale”. Vale a dire che ad oggi ingenti somme di denaro continuano a sfuggire alle regole ed alle normative fiscali dei paesi dove vengono prodotte grazie alla complicità di governi che adottano sistemi fiscali opaci e non in linea con gli standard richiesti dalle Istituzioni europee.

Questa consapevolezza, insieme al fatto che paesi come le isole Cayman sono state escluse dalla “black list”, hanno reso urgente un intervento teso a rivedere e rafforzare il sistema di definizione e aggiornamento della predetta lista.

Il tema quindi, sempre scottante, lo diventa ancor più se proprio tra i paesi UE ci sono i responsabili del 36% dei Paradisi fiscali. il sistema, quindi, per essere maggiormente efficace  non dovrà fondarsi su regole formali o di facciata facilmente raggirabili, ma su criteri oggettivi in grado di far emergere i reali rischi prescindendo anche dall’errore di escludere determinati paesi solo perchè appartenenti ad una specifica area geografica.

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