Crisi di Governo, Renzi al Senato: “Ora o mai più. Serve un Governo più forte”

“Quando una storia volge al termine vale la pena dirsi le dirsi le cose senza lasciare nulla in sospeso. Il suo non è il governo migliore del mondo e pensiamo che per la tragedia in corso ci sia bisogno di un governo più forte”. Ha così esordito oggi Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nel suo intervento in Senato. Nell’intervento citati i temi della scuola, del Mes sanitario, del Recovery plan con le 62 proposte di modifica al piano chieste da Italia Viva

“Non può bastare la narrazione politica del “gli altri paesi ci copiano, siamo un modello”. “La crisi istituzionale non è aperta ma l’Italia vive una crisi sanitaria ed economica”, spiega Renzi sottolineando come l’Italia sia il Paese con il “più alto numero di morti di Covid in rapporto alla popolazione.

“Abbiamo il record negativo nella crisi educativa e scolastica. L’Italia è il Paese che ha mandato meno i ragazzi a scuola”.  “Da lei, signor presidente, mi sarei aspettato un progetto ambizioso e non un elenco di titoli o un sommario di punti aperti”, ha proseguito il senatore.

“Lei ha avuto paura di salire al Colle perché ha scelto un arrocco che spero sia utile per lei ma credo sia dannoso per le istituzioni. Sono mesi che chiediamo una svolta, non è vero che siamo stati irresponsabili, siamo stati fin troppo pazienti. Questo è un “kairos”, un momento opportuno, ora o mai più si può fare una discussione”, ha aggiunto.

“Ora ci giochiamo il futuro, non tra sei mesi. Oggi è l’ultima notte di Trump, domani si apre una pagina nuova. Qualche giorno fa Merkel e Macron hanno chiuso un accordo con le istituzioni europee insieme alla Cina e noi non siamo entrati nemmeno in partita. La Brexit ora gioca la sua sfida. Ora o mai più perché questo è l’anno del G20. Ora o mai più perché ora vanno rimandati i ragazzi a scuola, non con i soldi buttati via dei banchi a rotelle ma con i vaccini. Ora o mai più per l’economia: i ragazzi sono chiusi in casa e pagheranno i conti della crisi”, ha proseguito l’ex presidente del Consiglio. “Ora o mai più per il Mes”. “Saremo maledetti dai nostri figli se non investiamo sulla scuola e sulla sanità”.

“Nel mese di luglio io mi sono alzato da questo banco per chiedere di lavorare sul Recovery Plan. Non siamo stati seguiti, non siamo stati ascoltati e quando a dicembre ci è stata presentata una bozza indecente, un suo ministri ha detto ‘Renzi è come Orban’”

“Chi perde oggi? Sembra che la discussione riguardi le singole persone”, ha sottolineato il senatore Renzi. “E’ l’Italia che sta perdendo la più grande opportunità che ha da dopo il Piano Marshall. Ecco perché le ho chiesto di fare un passo in più. Non trasformi la discussione politica in una distribuzione di incarichi. Non possiamo limitarci di dare una poltrona in più”.

A coloro che affermano che lo stato di emergenza sanitaria in cui si trova il nostro Paese non sia il momento per una crisi ha risposto: “Non è il momento della crisi? Questo è il momento opportuno, perché ora o mai più si può fare la discussione. Ora ci giochiamo il futuro, non fra sei mesi”.

“Ha cambiato la terza maggioranza in tre anni, ha governato con Matteo Salvini “, ha aggiunto ancora Renzi. Oggi so che è il punto di riferimento del progressismo e ne sono contento, ma ha firmato i decreti Salvini e quota 100. Ora si accinge alla terza maggioranza diversa ma ci risparmi di dire che l’agenda Biden è la sua agenda dopo aver detto che l’agenda di Trump era la sua sua agenda. Se va all’assemblea generale dell’Onu e rivendica il sovranismo, non può dirsi anti-sovranista, se va alla scuola di Siri e si dice populista, ora non può dirsi anti-populista. Non può cambiare le idee per mantenere la poltrona”.

“Quando si fa politica si può anche rinunciare a una poltrona non a un’idea. Il paese non si merita un mercato indecoroso”. “Volete andare avanti con una maggioranza raccogliticcia di fronte al più grande piano per il futuro del Paese, vi auguro di trovarla ma fate presto”, ha infine concluso il senatore Matteo Renzi rivolgendosi ai presenti in Aula e al presidente Conte.

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