Turchia: in arrivo la prima spedizione del vaccino cinese, ma cosa si cela dietro questa intesa?

La prima spedizione del vaccino Covid-19 cinese di Sinovac sarà destinata alla Turchia, prima di giovedì di questa settimana. È stato il presidente Erdogan ad annunciarlo oggi, dopo che la consegna è stata posticipata di un paio di giorni. Le dosi di CoronaVac di Sinovac per la Turchia saranno 50 milioni, in aggiunta alle 4,5 milioni del vaccino sviluppato da BioNTech e Pfizer.

Ma cosa si cela dietro questo accordo?

Il ministro degli affari esteri Cavusoglu ha ribadito più volte quanto la Turchia creda nell’efficacia e nella sicurezza del vaccino cinese e, dall’altra parte, la Cina ha promesso il suo più grande sostegno alla Turchia fin quando non avrà sconfitto definitivamente l’epidemia, sottolineando che l’acquisto del vaccino cinese da parte di Ankara dimostri la fiducia riposta in Pechino.

In molti hanno visto, però, annidarsi in questa accesa intesa politica tra i due paesi, una strategia politica volta a mettere a tacere le accuse che di recente sono state mosse alla Cina. Accuse che, smentite più volte, imputano alla Cina di aver violato i diritti umani della minoranza turcofona e musulmana degli uiguri, adottando politiche di repressione nei loro confronti e non solo.

Secondo quanto stimato da Human Rights Watch (HRW), circa un milione di uiguri sarebbero stati rinchiusi in campi rieducativi e costretti ai lavori forzati, molti di questi sarebbero scomparsi improvvisamente, sarebbero stati torturati e condannati. La ragione di questa violenza e repressione è stata vista dagli attivisti come un tentavo di indottrinare gli uiguri con l’ideologia comunista, facendoli rinunciare alle proprie tradizioni religiose islamiche.

Risulta strano, dunque, che proprio la Turchia, Paese a maggioranza musulmana, si sia fino ad ora sempre astenuta dal condannare la Cina per quanto riguarda la questione degli uiguri. C’è da specificare, però, che molti uiguri in fuga dalla Cina si sono rifugiati in Turchia dove in alcune città si sarebbero ricreate comunità culturali uigure e centri di attivismo e la popolazione turca avrebbe più volte espresso vicinanza alla causa di tale minoranza. Secondo alcuni report di media occidentali, però, la Cina avrebbe fatto richieste di estradizione alla Turchia che, in alcuni casi, sarebbero state assecondate.

Ritornando, dunque, alla questione vaccini e l’affiatata intesa politica Cina-Turchia, riflettendo su questi presupposti, non sembra così inverosimile l’analisi proposta dalla rivista The Diplomat, secondo cui a celarsi dietro questi accordi ci sia la volontà della Cina di comprare il silenzio turco sulla questione degli uiguri, avendo i due Paesi strette relazioni economiche fatte di investimenti e scambi, tra i quali rientrerebbero anche i vaccini.

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