Pompei, straordinaria scoperta di due corpi sotto le ceneri del Vesuvio

A circa 700 metri a nord ovest dalla sepolta Pompei, a Civita Giuliana, sorgono i resti di una villa romana dove è avvenuto lo straordinario ritrovamento dei corpi di due antichi pompeiani travolti dalla violenta eruzione del 79 d.C.

Grazie al lavoro che gli archeologi stanno svolgendo da tempo, i resti sono riemersi dalle ceneri grazie alla tecnica dei calchi in gesso.

I due scheletri appartengono, con ogni probabilità, ad un politico romano (forse un magistrato), come dimostrerebbero alcuni residui di un mantello ritrovato accanto a lui, e ad uno schiavo, che stavano scappando per trovare riparo dalla pioggia di lapilli e ceneri.

Furono invece raggiunti dalla morte, proprio nel momento in cui cercavano un rifugio sotteraneo, in quel lontano 79 d.C quando la mitica eruzione del Vesuvio seppellì la bellissima Pompei.

La tecnica che ha reso possibile il ritrovamento dei due corpi è quella della colata di gesso che prevede l’introduzione di gesso liquido nelle cavità lasciate dai corpi e permette, con il raffreddamento successivo, di ottenere dei calchi praticamente perfetti e dettagliati.

Fu ideata nell’Ottocento da Giuseppe Fiorelli, e i calchi che ne emergono hanno un livello di dettagli impressionante, ad esempio è visibile addirittura il calco delle vene delle mani.

I lavori degli archeologici, coordinati anche dalla Procura di Torre Annunziata dopo che nel 2017 venne scoperto un “traffico” di tombaroli, sono continuati anche in questo ultimo periodo, nonostante la chiusura del Parco Archeologico di Pompei a causa del coronavirus. Le indagini e gli scavi sono proseguite fino all’eccezionale scoperta resa pubblica in queste ore.

Intanto arriva il plauso e la soddisfazione del ministro alla cultura Franceschini che definisce la scoperta “stupefacente”  e così commenta: “Questa scoperta straordinaria dimostra che Pompei è importante nel mondo non soltanto per il grandissimo numero di turisti, ma perché è un luogo incredibile di ricerca, di studio, di formazione. Sono ancora più di venti gli ettari da scavare, un grande lavoro per gli archeologici di oggi e del futuro”.

Mentre il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna sottolinea: “Uno scavo molto importante quello di Civita Giuliana, perché condotto insieme alla Procura di Torre Annunziata per scongiurare gli scavi clandestini e che restituisce scoperte toccanti. Queste due vittime cercavano forse rifugio nel criptoportico, dove invece vengono travolte dalla corrente piroclastica alle 9 di mattina. Una morte per shock termico, come dimostrano anche gli arti, i piedi, le mani contratti. Una morte che per noi oggi è una fonte di conoscenza incredibile”.

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