L’elefante in una stanza

Varoufakis nel suo blog ha recentemente scritto che mentre i leader europei lottano, “l’elefante nella stanza” rimane inosservato.
L’elefante della metafora è una nuova drammatica austerità che sta per investire gli Stati che usufruiranno dei prestiti dell’UE.
Il Responsabile del Dipartimento Economia della Lega, sen. Alberto Bagnai, in conferenza stampa dalla Camera dei Deputati insieme al Segretario Federale della Lega Matteo Salvini, riferisce questa significativa metafora.
Il Recovery Fund, spiega, è il risultato della originaria proposta avanzata il 23 aprile scorso, in cui si chiedeva che per finanziare le spese collegate alla crisi da Covid 19, l’Europa stanziasse un fondo da 1.500 miliardi che sarebbe stato finanziato preferibilmente con titolo perpetui.
Dopo l’ultimo vertice europeo, l’ammontare complessivo è stato dimezzato, arrivando da 1.500 a 750 miliardi di euro.
Anche le modalità di finanziamento sono diverse, perché si tratta di somme che dovranno comunque essere integralmente rimborsate.
Si apprende dai documenti che anche i sussidi cosiddetti “a fondo perduto”, scalati da 500 miliardi a 390 miliardi e che dovrebbero essere erogati a 27 Paesi europei in un ciclo dai 4 ai 6 anni, dovranno essere rimborsati con vari meccanismi, in particolare attraverso “risorse proprie”, ossia tasse di cui quella più definita nelle scadenze e nell’ammontare è una plastic taxche comporterà l’addebito di 80 centesimi al chilo sugli imballaggi in plastica non riciclabili. Il che, in sostanza, per l’Italia si tradurrà in un duro colpo al suo sistema industriale, andando a colpire in maniera tossica le imprese produttrici nel settore, che danno lavoro a migliaia e migliaia di Italiani.
I fondi, prosegue il Prof. Bagnai, saranno erogati subordinatamente alla presentazione, da parte dei governi nazionali, di un piano per la ripresa e la resilienza (RRP, Recovery and Resilience Plan) che verrà approvato solo se conterrà le disposizioni dettate dall’UE attraverso le raccomandazioni specifiche per ciascun Paese, ossia le Country Specific Recommendation. La novità relativa al funzionamento del bilancio europeo, sottolinea Bagnai, è quella dell’istituzione di una sorta di Sindacato Ispettivo da parte degli Stati membri che potranno esprimere parere negativo relativamente all’erogazione dei fondi ad una nazione, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi definiti nel piano.
Meccanismo, questo, che consente un maggiore, e per la Lega inammissibile, condizionamento politico dell’UE sulle politiche nazionali di uno Stato.
Matteo Salvini teme che l’uso del Recovery Fund possa portare a riforme e tagli nel campo delle pensioni, del lavoro, della giustizia, della sanità e dell’istruzione, addirittura con il rischio del ripristino della Legge Fornero e l’istituzione di una patrimoniale sulle case e sui risparmi degli Italiani. E non solo. Difatti, sottolinea il leader della Lega, in futuro la Commissione europea, di fronte a provvedimenti governativi di contrasto all’immigrazione clandestina, potrebbe decidere di interrompere l’erogazione del prestito alla nazione che venisse giudicata non rispettosa dello stato di diritto.
In considerazione di tutto questo, la Lega promette di vigilare e dare battaglia, qualora si dovesse profilare per il nostro Paese un grande costo economico e sociale a causa di questo prestito. La Lega non consentirà che si pongano le basi per un futuro scenario di drammatici tagli e sacrifici per il popolo italiano. Salvini è estremamente determinato ed afferma che, una volta convocata insieme agli altri Partiti di opposizione dal Presidente del Consiglio, la Lega chiederà a Conte precise garanzie che questo prestito non comporti lacrime e sangue per gli Italiani.