Covid19, De Luca chieda l’utilizzo dell’Area Ex Nato. Anche Caldoro è d’accordo

L’emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova le amministrazioni locali, sia comunali che regionali. L’Italia, secondo Paese più colpito al mondo dopo la Cina, non era preparata ad una possibile pandemia per via di numerose carenze, su tutte la mancanza di posti letto in particolare quelli di terapia intensiva. Le cause sono da ricercare in un decennio di tagli alla sanità per un ammontare, secondo un report della fondazione GIMBE, di 37 miliardi. In tale contesto gli enti locali hanno ottemperato alle mancanze strutturali dei Sistemi Sanitari Regionali, iniziando operazioni di riconversione ospedaliera di strutture destinate ad altro uso. Emergono due casi in particolare nelle regioni del Nord. Quello della Lombardia, con l’ospedale attualmente in costruzione nei padiglioni della Fiera di Milano, e quello della Liguria con il traghetto Gnv Splendid convertito in nave-ospedale.  Il dato che emerge è una sinergia pubblico-privato in entrambe le situazioni. La Lombardia del governatore Attilio Fontana ha fatto fronte alla carenza dei reparti di rianimazione negli ospedali lombardi grazie all’aiuto della Fondazione Fiera Milano, la quale ha messo a disposizione i padiglioni 1 e 2 del Portello a Fieramilanocity, per un totale di 25.000 metri quadri di superficie. Nei padiglioni saranno allestiti moduli ospedalieri appositamente attrezzati e capaci di ospitare circa 400 posti letto in totale per malati acuti, e tutti i servizi necessari per il personale medico-ospedaliero. L’ospedale sarà pienamente operativo entro la fine del mese di marzo. Il partenariato pubblico-privato in questo caso ha visto anche il contributo esterno di importanti donazioni private tra cui quelle di Silvio Berlusconi, del patron di Moncler Remo Ruffini e di McDonald attraverso la Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald. Discorso simile per il traghetto Splendid di GNV, del gruppo MSC Crociere, che ha visto la stretta collaborazione tra l’azienda crocieristica, la Regione Liguria guidata da Giovanni Toti, e la società di consulenza e certificazione Rina, che grazie ai suoi tecnici ha fornito le competenze per il rifacimento della nave.

Per quanto riguarda la situazione della Campania, attualmente i ricoveri in terapia intensiva sono passati da 99 a 181 del 24 marzo a fronte di 198 posti disponibili. Un dato che ci racconta l’avvicinarsi sempre più del collasso sanitario.  Un rischio concreto, soprattutto se la curva dei contagi dovesse continuare a salire, avendo effetti negativi in particolare a Napoli dove tra i nosocomi specializzati Cotugno e Monaldi sono concentrati 111 dei 181 pazienti gravi contati ieri. Il governatore Vincenzo De Luca ha stimato in 490 i posti di terapia intensiva in più da creare per soddisfare il fabbisogno attuale della Regione se le cose dovessero peggiorare. Le Asl regionali si sono subito attivate attraverso gli interventi in strutture ospedalieri già esistenti e assunzioni straordinarie di personale. Al Loreto Mare di Napoli è state creata un’area apposito reparto per i pazienti da covid-19 con 120 posti, e 10 di terapia intensiva. Inoltre sono in fase di costruzione due ospedali modulari all’Ospedale del Mare e a Caserta rispettivamente da 72 e 24 posti, sempre di terapia intensiva.  Dunque la risposta delle istituzioni c’è ma i numeri sono ancora troppo bassi rispetto alla velocità con cui si sta diffondendo il contagio che tra non molto dovrebbe raggiungere il picco anche in Campania.

A tal proposito De Luca potrebbe intraprendere nell’immediato un’iniziativa simile a quella degli omologhi Toti e Fontana, riconvertendo una delle più grandi aree inutilizzate dell’area metropolitana di Napoli, ovvero l’area ex Nato di Bagnoli. L’idea proviene dal giovane giurista napoletano Francesco Vacca, che ha già contattato a nome personale gli uffici regionali competenti.  L’area di 211.233 metri quadri così come la Fiera di Milano, è di proprietà di una fondazione privata ovvero la Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia.  La superfice dell’ex base militare comprende diciotto fabbricati, uno stadio, due palestre coperte, annessi viali, strade interne, piazzali e campi da gioco. In sostanza tanti ‘’spazi e strutture da trasformare in un polo di riferimento per il trattamento dei pazienti più gravi attraverso una compartecipazione pubblico- privato che veda protagonisti , come avvenuto per la Fiera di Milano, i grandi imprenditori locali ad es. per l’acquisto-fornitura dei macchinari- spiega Vacca– oppure per la collocazione dei pazienti guariti dal Codiv-19 e dimessi dagli altri ospedali, al fine di alleggerire il carico presso di essi, in modo che questi possano dedicarsi con tutte le loro risorse endogene ai pazienti più gravi.’’

A tal proposito anche il capo dell’opposizione di centro-destra in Consiglio Regionale nonché probabile candidato presidente alle prossime regionali, Stefano Caldoro, interpellato dalla nostra redazione fa sapere che:’’l’utilizzo dell’ex area di Bagnoli può rappresentare una soluzione. Sono certo che sarà valutazione che faranno i tecnici della Regione e della protezione Civile’’- ha dichiarato l’ex governatore.

Ebbene, in un’ottica di collaborazione e di Unità Nazionale, sarebbe importante che l’attuale giunta regionale ascoltasse le proposte e i consigli provenienti anche dalla società civile e dall’opposizione. Siamo sicuri che la Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia non si sottrarrebbe ad un’eventuale richiesta del governatore De Luca. Così facendo si restituirebbe finalmente alla città -seppur in via temporanea- un’area priva finora di un utilizzo preciso, salvando in questo modo numerose vite umane.