Salerno | Presentato il nuovo Piano traffico urbano: obiettivo ridurre i flussi veicolari del 15%

Un momento della conferenza stampa

SALERNO. Rivedere il sistema di trasporto pubblico urbano ed extraurbano e maggiore attenzione ai sistemi di mobilità alternativi all’auto. Queste alcune delle indicazioni che sono arrivate dal nuovo Piano generale del traffico urbano redatto dal dipartimento di Ingegneria civile dell’Università degli studi di Salerno, su indicazione dell’Amministrazione comunale.

Ieri la presentazione dei punti principali dello studio che dovrà poi essere approvato dal Consiglio comunale. “Si tratta – ha spiegato il professore Stefano De Luca – di un piano complessivo che ha toccato molti settori e che si articola in quattro piani di settore a cui si aggiungerà un quinto già completato. L’obiettivo è quello di creare un sistema plurimodale. Anche per questo c’è stata grandissima attenzione a tutte le modalità di trasporto alternative all’uso dell’auto così da ridurre i flussi veicolari del 15 percento. È un piano che mira a proporre soluzioni sia infrastrutturali che tecnologiche e mira a cambiare la mentalità perché l’auto deve diventare l’ultima soluzione a cui pensare per potersi spostare”.

Le principali criticità rilevate dal gruppo di studio dell’ateneo sono state le seguenti: significativa domanda di spostamento in ingresso/uscita nella/dalla città di Salerno; rete stradale vincolata nelle dimensioni geometriche e nella topologia (poche alternative di percorso e bassa regolarità); caratteristiche geometrico-funzionali delle intersezioni non coerenti con gli attuali flussi veicolari; un trasporto collettivo non coerente con l’evoluzione sociale, economica e urbanistica della città; scarsa integrazione modale tra le modalità di trasporto esistenti (auto-gomma; gomma-gomma; ferro-gomma; auto-ferro); poche alternative al modo di trasporto auto (ciclabilità, piedi e soluzioni integrate); offerta e organizzazione di sosta non sufficiente ma, soprattutto, senza una chiara gerarchia funzionale; spostamenti in auto che avvengono per percorrenze inferiori al chilometro e che dovrebbero utilizzare differenti modalità di trasporto; fenomeni di sosta illegale per più del 50% del reticolo viario principale; fenomeni di sosta e fermata illegale nelle principali intersezioni della città.

Per ottenere un sistema di trasporto stradale più efficiente il piano suggerisce di limitare i fenomeni di congestione nelle intersezioni e nelle direttrici più importanti e congestionate. Questo significa anche prendere in considerazione l’idea di rivedere alcuni degli attuali dispositivi di traffico.

Importantissimo poi rivedere il sistema di trasporto collettivo urbano. Il piano prevede l’organizzazione di 7 linee principali circolari con nodi di interscambio in piazza Concordia e via Vinciprova a cui aggiungere 3 linee longitudinali e 4 trasversali. Fondamentale sarà poi ridurre la frequenza delle corse a 12 minuti rispetto all’attuale frequenza media di 30 minuti. Ed ancora si suggeriscono dei nodi di interscambio in corrispondenza di aree di sosta, priorità semaforica in corrispondenza delle intersezioni semaforizzate e la protezione delle direttrici principali dalla sosta illegale bordo strada.

Poi bisogna pensare a spostarsi anche con metodi alternativi all’automobile. È stato, quindi, disegnato un sistema di MetroPedonale a servizio dei principali attrattori della città: percorsi pedonali per muoversi verso i principali attrattori: piacevoli, minime pendenze, protetti, segnalati e implementabili in un’unica APP. Sono stati poi individuati 5 circuiti ciclabili a pedalata normale e/o assistita (anche utilizzabili da monopattini elettrici) in sede propria e con rastrelliere ogni 500 metri. I circuiti dovrebbero essere integrati tra loro e integrati con il sistema delle linee TPL.

Infine il piano ha affrontato il problema della sosta. Si è pensato ad una rimodulazione della tariffe e ad una differenziazione tra le stesse e alla Introduzione di nuove ZPRU, ovvero l’estensione della tariffazione della sosta ad aree attualmente non tariffate ma fortemente congestionate.

“Abbiamo cercato di avere una visione ed uno strumento capace di incidere concretamente sulla mobilità – ha commentato l’assessore alla Mobilità Mimmo De Maio – I dispositivi messi in campo sino ad oggi sono stati fatti più sulla base dell’esperienza di campo, da oggi sarà possibile fare alcune scelte con maggiore coerenza.  Il piano sarà operativo dal momento dell’approvazione, ciò non toglie che delle anticipazioni, rispetto a delle priorità che si registrano e che lo studio dell’università ci rassegna, possano essere messe immediatamente in campo per risolvere nella contingenza alcune problematiche che ci sono state segnalate soprattutto per quanto riguarda il flusso veicolare”.