Commissione Europea | Il Presidente von Der Leyen, ha scelto Parigi per iniziare a sciogliere i nodi delle nomine per le commissioni

La situazione in Europa è più che mai confusa. Dopo la vittoria risicata di Ursula von Der Leyen alla presidenza della Commissione Europea, la partita a scacchi tra i 28 (il Regno Unito è ancora parte integrante del nuovo Parlamento) è ancora lontana dalla fine. Martedì scorso (23 luglio ndr) nella sua prima visita ufficiale in qualità di Presidente, von Der Leyen, ha scelto non a caso Parigi. Per due motivi principali:

1) la Francia è la seconda potenza economica europea dopo la Germania ed il suo peso politico è, per ora, senza rivali sul panorama continentale;

2) perché l’ascesa repentina al più alto scranno Europeo è stato un vero e proprio colpo “di magia” del presidente francese che per uscire dall’impasse del caso Timmermans (candidato socialista alla presidenza bocciato dal gruppo di Visegrad)  ha tirato fuori dal cilindro il ministro della difesa della Merkel da sempre sostenitrice di una più stretta strategia militare franco-tedesca.

L’incontro è stato naturalmente ricco di contenuti sul piano politico e non solo. Si è molto discusso della futura composizione della nuova Commissione Europea e soprattutto del ruolo che spetterà al commissario scelto dalla Francia. Per adesso non si parla ancora di nomi (sappiamo che la von Der Leyen spinge per una donna) ma soprattutto di ruoli. Monsieur Macron vorrebbe per sé un commissario di peso in linea con la sua strategia politica : si parla di un commissario per l’azione e per il clima al quale andrebbe la gestione di un programma finanziato tra il 20 e il 25% del bilancio Europeo (Proposta per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 ndr). Non un commissario da poco insomma. Ma i giochi non sono ancora fatti visto che la Spagna, paese che quasi sicuramente avrà il commissario agli affari esteri, è di nuovo in gioco e che grazie alla sconfitta di Tsipras in Grecia può farla da padrona nel campo dei socialisti.

Più complicata la partita dei paesi del gruppo di Visegrad visto che sia la Polonia che l’Ungheria non avranno molta voce in capitolo in questo valzer di nomine. Il loro peso specifico all’interno dell’Unione e soprattutto il poco appeal di cui dispongono nelle trattative con gli altri paesi del blocco occidentale in questo momento non giocano a loro favore.

Ago della bilancia potrebbe essere quindi Roma ed il suo governo. Forte dell’importanza fondamentale dei voti del gruppo dei Cinquestelle in parlamento per l’elezione del presidente della commissione, il Primo Ministro Conte potrebbe senza colpo ferire ottenere la vice presidenza della Commissione più un Commissario di peso, che comunque spetta di diritto all’Italia. Certo la solidità del governo italiano in questo momento vacilla e non a caso proprio durante la settimana della visita di von der Leyen a Parigi, il giornale « Le Monde » pubblicava un pezzo dal titolo « In Italia l’alleanza di governo in via di decomposizione»(https://www.lemonde.fr/international/article/2019/07/27/en-italie-l-alliance-gouvernementale-en-voie-de-decomposition_5494128_3210.html).

I riflettori nonostante tutto sono puntati sul nostro Paese e, come spesso accade, non sono per niente beneauguranti. La situazione potrebbe facilmente degenerare senza che Roma porti a casa quello che le spetti.

Insomma la partita a scacchi è appena cominciata e in gioco non c’è solo il ruolo dell’Italia in Europa, ma il peso che Roma avrà nelle decisioni a livello Europeo per i prossimi anni. La sfida al cambiamento climatico, alla difesa dei confini, alla gestione degli immigrati e soprattutto alla politica economica passerà, volente o nolente da Bruxelles, ed un ministro di peso che rappresenti al meglio gli interessi del nostro paese è di fondamentale importanza. Vedremo adesso se la diplomazia nostrana avrà la meglio sulla strategia mitteleuropea che mira a indebolire il peso politico dell’Italia.