Letture sotto l’ombrellone | Parlare in pubblico senza paura: il libro di Massimiliano Cavallo spiega come fare

«Se tornassi indietro, al college, mi concentrerei esclusivamente su due aspetti: imparare a scrivere e a parlare in pubblico. Niente nella vita è più importante dell’abilità di comunicare in maniera efficace». Con questa frase di Gerald Ford, presidente degli Stati Uniti d’America negli anni Settanta, Massimiliano Cavallo, public speaker di origini tarantine, dà avvio al primo dei sei capitoli di cui costa il suo libro Parlare in pubblico senza paura. Il testo, edito, nel 2016, da Youcanprint, piattaforma self-publishing italiana che offre la possibilità di stampare e pubblicare in cartaceo, digitale, audiolibro e distribuire e vendere la propria opera in tutto il mondo, è disponibile sui principali store online.

Parlare in pubblico è un cruccio per molte persone, note e meno note: ansia, tremolio, rossore, paura sono le emozioni e le reazioni più diffuse tra gli oratori, che, nel suo libro e, soprattutto, nelle sue giornate formative, Massimiliano Cavallo cerca di analizzare, prima, e di far superare, poi. Ci tiene, infatti, a sottolineare, che, per imparare a parlare in pubblico, bisogna esercitarsi e non focalizzarsi su blande frasi motivazionali tipiche della formazione americana. «Solo attraverso l’esercizio possiamo superare la paura di parlare in pubblico e possiamo diventare padroni delle tecniche del linguaggio non verbale e paraverbale».

Ma quand’è che si parla in pubblico? Sempre, non solo quando ci si trova di fronte ad una vasta platea congressuale o in un comizio elettorale. Sempre nel vero senso della parola: quando si vuole conquistare una persona, quando si vuole affrontare con successo un colloquio di lavoro o un esame universitario, quando si apre bocca in una riunione o in una convention aziendale. Folto o minimo che sia l’uditorio, si parla in pubblico e si deve, anzitutto, sedurre chi ascolta: «quante volte» – scrive Cavallo – «ti sei distratto a scuola o all’università perché il professore non sapeva spiegare bene»? Lo scopo del public speaking non è quello di comunicare in modo unidirezionale, bensì di puntare ad una comunicazione circolare, cioè quella «in cui ciò che io dico o faccio influenza l’altro e la sua reazione influenza me e il mio successivo atto comunicativo in un atto di influenza reciproca».

Massimiliano Cavallo, nel corso delle 135 pagine, tiene fede alla promessa che, nel prologo, fa al lettore, ovvero che il suo lavoro autoedito «non è un libro accademico» e che non presenta teorie filosofiche. «Anzi», puntualizza, «mi perdonerai se il mio il lessico è molto naturale e qualche volta condito da qualche parolaccia». E il lettore, conoscendo o scoprendo man mano il pragmatismo dell’autore, è certamente indulgente, perché quello di Cavallo è un linguaggio diretto, che, se non fosse per la carta stampata, sembrerebbe colloquiale ed immediato, usuale in una chiacchierata informale o in una sua lezione in giro per l’Italia. Sì, perché il libro ricalca, per molti versi, proprio lo schema della giornata formativa che, agli esordi, il giovane comunicatore – laureatosi in Scienze della Comunicazione all’Università di Bari – ha proposto a chi ha chiesto il suo aiuto. Oggi, Cavallo propone ai suoi allievi il corso Public Speaking Top, «il metodo», come scrive sul sito web, per superare la paura di parlare in pubblico una volta per tutte e in soli 2 giorni o ti restituisco i soldi!».

I suoi suggerimenti – sovente, stampati in grassetto alla stregua dell’alzare il volume della voce o aumentare l’enfasi del tono in una conversazione – possono apparire scontati, perché Cavallo usa frasi e domande retoriche, le quali muovono dalle e sulle insicurezze comuni a quanti si trovano a parlare in pubblico. Tuttavia, la scelta di questo atto linguistico, che spiazza il lettore e lo mette a nudo dinnanzi all’evidenza, è inevitabile data l’ampia diffusione di questi impacci ed è indispensabile per coinvolgere e persuadere l’utilizzatore del testo.

Parlare in pubblico senza paura è un libro introduttivo, che, sebbene, in molte occasioni, è ridondante rispetto a concetti già passati in rassegna, è utile per chi si avvicina all’argomento per la prima volta. È una pubblicazione che dà consigli di buon senso, che vanno, però, messi in pratica, altrimenti restano stantii e fine a se stessi.

Un corso di public speaking a corredo di questa lettura può essere una giusta soluzione. Come sceglierlo? Lo spiega, implicitamente, Cavallo, a proposito di come due identici candidati ad un lavoro potrebbero essere scelti da un selezionatore: «tu e un tuo amico avete, […], lo stesso cv. Stessi studi e stesse esperienze. Chi dei due supererà il colloquio di lavoro?». «Io credo» – afferma – «quello che saprà presentarsi meglio e vendere il suo essere la persona giusta per quel tipo di lavoro». Ecco, Massimiliano Cavallo è un venditore vincente!