Whirlpool| De Magistris: “Di Maio deve farci sapere cosa prevedeva l’accordo del 2018. Se la vertenza diventa problema di ordine pubblico, troverà in strada anche me”

NAPOLI – La seduta del Consiglio comunale di Napoli, convocata ad hoc per esprimere la posizione dell’organo consigliare in merito alla vertenza riguardante lo stabilimento Whirlpool di via Argine, ha visto l’unanimità di intenti di tutte le forze politiche, attraverso l’approvazione di un documento unitario redatto precedentemente dalla Conferenza dei Capigruppo.

Il Sindaco Luigi de Magistris, ha ribadito la vicinanza ai lavoratori, pur criticando il dicastero dello Sviluppo Economico e del Lavoro presieduto da Luigi Di Maio, il quale sta trattando con l’azienda americana:  “Domani (oggi ndr) sarà la giornata decisiva al Mise. Le dichiarazioni sia di Di Maio che della Whirlpool precedono una giornata importante trattative. E’ chiara l’intenzione della Whirlpool di chiudere Napoli, anche se oggi afferma il contrario. Il Governo dice che c’è un accordo dell’ottobre 2018, in cui si danno dei soldi alla Whirlpool, ma l’azienda con quel accordo prese l’impegno di rilanciare il piano industriale e confermare Napoli. Dunque – ha concluso il Sindaco- la dichiarazione odierna di Di Maio, in cui dice di essere pronto a ritirare il finanziamento, non ci soddisfa. Se è  una dichiarazione tattica, allora bene. Ma dovrebbero farci sapere nel dettaglio, in cosa consisteva l’accordo 2018, dato che l’azienda dice una cosa mentre il Governo ne afferma un’altra.

Il Sindaco, ha poi parlato di attacco alla città: “Napoli non si può far prendere in giro da nessuno in questa partita. Whirlpool è un’azienda che funziona. C’è il Governo della Repubblica Italiana e questi deve chiudere in modo favorevole questa trattativa. Il Consiglio Comunale oggi riafferma che questa vertenza è una partita di tutta la Città. Chiudere in modo ingiustificato un’azienda così importante, è un attacco alla città ed anche un favore a chi vuole desertificare alcune aree, incentivando l’illegalità perché mandi a casa 420 persone ingiustificatamente. Parliamo di una azienda in salute e non decotta.”.

De Magistris non ha mancato d’intervenire anche durante la seduta del Consiglio, mostrando una maggiore solidarietà istituzionale nei confronti del Governo, recuperando però quella verve da rivoluzionario arancione, che ha ricevuto il plauso degli operai presenti in aula: “Napoli ha vocazioni multiple, tra queste la vocazione industriale. Non sono più accettabili gli stereotipi sulla inefficienza dei lavoratori napoletani; Napoli deve essere una città industriale e bisogna raccogliere e rilanciare la sfida: si può e si deve investire qui. Chi, solo lontanamente, ipotizza che questa battaglia possa diventare una questione di ordine pubblico, sappia che nelle strade di Napoli ci saranno il Sindaco e il Consiglio accanto ai lavoratori. Questa- ha concluso– è una lotta per la democrazia, per la costituzione e per la libertà.”.