Tutti contro i mini-bot: se questo è un paese sovrano…

A seguito dell’approvazione della mozione sui mini-bot in sede parlamentare, la comunità finanziaria internazionale si è fatta sentire, sentenziando l’impotenza del nostro Parlamento.

Cos’è il mini-bot, secondo la proposta avanzata? Uno strumento che lo Stato acconsente di accettare per il pagamento delle tasse da parte di quelle imprese che vantano crediti verso le pubbliche amministrazioni. La differenza col titolo di Stato è che quest’ultimo ha una scadenza e un rendimento (a vantaggio di chi ne usufruisce).

Ma Draghi ha sentenziato:
“I mini-Bot? O sono soldi, quindi una cosa illegale, o sono altro debito, e quindi lo stock sale. Non mi sembra che i mercati valutano positivamente questa idea, ma mi fermo qui”. Della stessa posizione Tria, ovviamente.

Perché direbbero inesattezze? I mini-bot non possono essere considerati una valuta perché le monete (secondo la definizione della bce) sono solo quelle aventi corso legale, ovvero con accettazione obbligatoria (cioè le monete metalliche e le banconote). Tuttavia i mini-bot non sono ad accettazione obbligatoria, e quindi non sono da considerarsi una valuta.

E cadrebbe pure la seconda critica, di chi inquadra i mini-bot come un debito per gli italiani, alla stregua dei titoli di Stato. Infatti, come già spiegato, non hanno scadenza e nemmeno un rendimento, quindi non possono essere equiparati ai titoli. Ma soprattutto non rappresentano un debito in quanto estinguono un debito già contabilizzato. Dunque, parliamo di un’operazione a somma zero.

E fa riflettere, e non poco, la minaccia avanzata da Moody’s investors:
“L’approvazione di questa mozione sui mini-Bot desta preoccupazioni. Il fatto che la proposta sia ricomparsa è un fattore negativo sulla valutazione del rating del Paese”. In pratica Moody’s minaccia che le società di rating possano valutare il nostro Stato come un “paese a rischio di uscita dalla zona euro”. Questa dichiarazione scomposta turba sicuramente i mercati, potendoli portare a chiedere tassi di interesse più elevati per acquistare i nostri btp. Il che farebbe aumentare lo spread e il debito pubblico (operazioni che furono alla base della fine del Governo Berlusconi e dell’inizio dell’era Monti).

Questo esempio recentissimo spiega il motivo per cui non siamo un paese sovrano, ma bensì una Repubblica fondata sui mercati finanziari e su chi li comanda.