Europee 2019 | Patriciello (FI): Più fondi al Sud. Vogliamo un’Europa che stia al fianco delle imprese, degli artigiani, che abbia regole fiscali più flessibili per agevolare la crescita ed il lavoro

Per le imminenti elezioni europee che si terranno il prossimo 26 maggio 2019, abbiamo intervistato l’europarlamentare uscente di Forza Italia, Aldo Patriciello. Patriciello nato nel 1957 in un piccolo paese del  Molise e precisamente Venafro, sin da giovane si è impegnato in  politica, ricoprendo incarichi come consigliere comunale, assessore e  vicesindaco della sua cittadina, poi rappresentante in consiglio, in  commissione e in giunta regionale del Molise, sempre nell’ottica di una  scelta moderata, fino ad approdare nel maggio 2006 al Parlamento Europeo  aderendo al PPE.

On. Patriciello, Lei è giunto alla conclusione del Suo terzo mandato nel Parlamento Europeo. Come giudica la Sua esperienza personale nell’ambito della massima Istituzione Europea elettiva e qual è stato il motivo principale che lo ha spinto a ripresentarsi per la quarta volta?

“Se sono giunto alla quarta competizione per Strasburgo e se come eurodeputato sono stato riconfermato più volte vuol dire che il lavoro svolto nel difendere l’Italia e il Mezzogiorno in particolare è stato fortemente apprezzato. Accetto di buon grado i tantissimi attestati di fiducia e di stima che mi sono giunti ma le rivelo che per me si tratta anche di una grande responsabilità. In questi anni a Bruxelles sono stato membro di commissioni importanti per l’industria, la ricerca, l’energia, l’ambiente e la Sanità pubblica, è stato un lavoro intenso e se ho deciso di ripresentarmi è perché credo che questo percorso debba proseguire”.

Lei, è stato sin dal suo primo mandato, sempre presente nella  commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. Quali sono state le Sua battaglie che l’hanno soddisfatta di più per il Meridione?

“Di battaglie in questi anni ne abbiamo affrontate tante. Due su tutte: quella che ha riguardato l’assegnazione di più fondi al Mezzogiorno, e questo sarà possibile vederlo già nella nuova programmazione comunitaria (2021 – 2026) che prevede investimenti importanti proprio per il Sud, e quella per il Piano Infrastrutturale che è in via di predisposizione. Non possiamo pensare di poter rendere competitivo un territorio senza prima dotarlo di quanto necessario per abbattere un gap che fino ad oggi ci ha costretti ad essere denominati ‘periferia’” .

Il Mezzogiorno d’Italia ha sempre usufruito dei fondi dei programmi  europei in prima fascia, ma purtroppo, non è riuscita a spendere tutte  le risorse. On. Patriciello, Lei propone qualcosa per far sì che questi fondi inutilizzati non vengano restituiti all’Unione Europea?

“Partiamo da un assunto: la gestione dei fondi europei deve essere semplificata. Spesso le regioni, ma anche le imprese o le amministrazioni locali non riescono ad accedere ai finanziamenti Ue per eccessi di burocrazia e formalismi. Quello che chiediamo è trasparenza, modalità snelle e veloci. Servirebbe, inoltre, anche una maggiore informazione sui fondi disponibili, sulle procedure per attivarli e sulla loro rendicontazione. Sia chiaro:c’è bisogno di anche di una maggiore competenza in questo ambito. Quello che voglio dire è che dobbiamo farci trovare pronti, saper cogliere queste opportunità e trasformarle in progettualità. Non possiamo più permetterci di sbagliare le strategie o di non rendicontare i fondi. Visito anche il quadro, drammatico, diffuso dall’Ocse per il Sud sarà fondamentale sfruttarli al meglio”.

Il web ha rappresentato una rivoluzione nella vita quotidiana dei  cittadini europei ed i servizi on-line sono parte integrante della  nostra vita. Qual è stato il Suo contributo per il Mercato Unico  Digitale e se e come il web potrebbe aiutare il Sud a crescere in  termini economici?

“È senza dubbio una grande opportunità. In commissione ricerca abbiamo lavorato molto per cercare di rendere il più accessibile e aperto il mercato digitale. C’è ancora molta strada da fare, ma abbiamo imboccato la direzione giusta. Certamente occorre evitare che il gap che il Mezzogiorno ha in termini infrastrutturali si ripercuota anche in questo settore. Io credo che la rivoluzione che sta interessando l’intero settore sia un terreno in cui le regioni del sud potranno giocare un ruolo fondamentale. Gli investimenti di Apple a Napoli sono lì a testimoniarlo”.

On. Patriciello, oggi la sfida elettorale delle prossime Elezioni  Europee 2019 è tra Europeisti e Sovranisti, che vede l’avanzata inarrestabile di quest’ultimi nata soprattutto dall’Austerity degli  ultimi anni che hanno aumentato le difficoltà dei paesi membri. Alla  luce di ciò che rende inevitabile un’inversione di rotta, qual è la sua  opinione, ma soprattutto Lei sarebbe favorevole ad un’alleanza tra il  PPE ed i sovranisti, conservatori, liberali, piuttosto che con il PSE?

“Diciamo la verità, l’Unione Europea non sta attraversando un bel periodo ed alcune cose vanno modificate. C’è un fattore che è fondamentale: quello che proponiamo come PPE è un miglioramento dell’Europa, non solo la fine delle politiche di austerity. Vogliamo costruire una Europa diversa: che stia al fianco delle imprese, degli artigiani, che abbia regole fiscali più flessibili per agevolare la crescita ed il lavoro. Insomma, viviamo un tempo che sarà ricordato come decisivo. Infatti, le sfide in corso sono diverse e importanti. Non ci sono solo i sovranisti, c’è la Brexit, c’è l’enorme flusso migratorio, la minaccia terroristica, il neo-protezionismo commerciale, l’ascesa mondiale della Cina, le nuove norme in tema di tutela ambientale. Lei crede sia possibile che un singolo Stato possa risolvere queste sfide globali da solo? Per quando riguarda le alleanze non credo sia questo il tempo di parlarne. In questo momento c’è bisogno di idee chiare, di una visione strategica a lungo termine e lavorare insieme perché gli obiettivi da raggiungere ci riguardano tutti”.

Nel ringraziarLa per la Sua disponibilità, vuole rivolgere un invito  agli elettori del Collegio Meridionale che comprende l’Abruzzo, il  Molise, la Basilicata, la Campania, la Puglia e la Calabria, affinché si  rechino alle urne e soprattutto perché dovrebbero sostenerLa?

“Andare a votare il prossimo 26 maggio è un dovere. In ballo c’è il futuro di decine di migliaia di giovani, la sopravvivenza di intere comunità locali e delle aree interne del Sud: dell’intera Europa. Proseguire il solco tracciato dai padri fondatori dell’Unione è necessario per continuare a garantire stabilità al continente. Agli elettori dico andate ai seggi, sostenete chi vuole cambiare l’Europa e non frantumarla. Chi andrà a votare e sceglierà di darmi fiducia sa che della mia terra, ho preso la caparbietà, lo spirito di sacrificio e anche quello di iniziativa. Se le persone mi sostengono da 15 anni, con un affetto e un consenso straordinario, ciò significa che riconoscono il mio lavoro costante e quotidiano per il Molise, per il Sud, per la mia gente”.