Economia | Guerra Whashington – Pechino, 0,3% sul PIL mondiale

Lieve rialzo dei mercati dopo il profondo rosso che ha segnato la giornata di ieri su tutte le borse mondiali. ( Milano -2,12%, Parigi – 1,81%, Londra – 1,41% , Francoforte – 1,78% ) . La forte volatilità che sembrava essere riconducibile solo alla Brexit ed allo scenario geopolitico europeo, vede due ulteriori concorrenti in gara ovvero gli Usa e la Cina.

Gli analisti di Black Rock dichiarano “il rischio geopolitico è diventato determinante sul mercato del 2019 soprattutto in un mercato di economia debole e di incertezza sugli utili”.

Una guerra dei dazi tra le due potenze che, pur sembrando concentrata solo in ambito di import/export, si è scoperto essere ben più estesa, abbracciando addirittura il mercato dell’hi-tech. Non a caso le azioni di wall street riguardanti questo settore registrano un dato negativo ( Apple -5% , Microsoft – 2 % )

Ad accusare il colpo sembra sia Washington, in quanto Pechino, pur di non alzare i prezzi e difendere i volumi di vendita per assorbire il costo dei dazi, ha preferito ridurre i profitti sulle vendite stesse chiudendo i negoziati con gli Usa per quanto concerne il settore delle telecomunicazioni dopo aver visto saltare un ipotetico accordo.

“È necessario che gli Stati Uniti correggano i propri sbagli, se vogliono riprendere a negoziare con la Cina dopo aver inserito Huawei nella lista nera delle aziende bandite” “ i negoziati commerciali, ha poi aggiunto il ministro del commercio cinese Gao Feng, possono continuare solo sulla base del reciproco rispetto”.

Fino ad allora l’Huawei, cercherà l’indipendenza dotandosi di un proprio sistema operativo Android da inserire in tutti i prodotti elettronici,  in alternativa a quello Google già in uso.

Questa “guerra”, però, non ha riscontrato un peso economico solo tra le due potenza, ma avrà effetti anche a livello globale, con la frenata degli investimenti ed il calo della fiducia degli operatori economici; conseguenza, questa, che comporterà secondo il FMI un costo dello 0,3% sul Pil mondiale.