Piano casa, il governo Meloni investe su 100mila alloggi

ansa

Dieci miliardi in dieci anni per affrontare una delle emergenze più profonde del Paese: quella abitativa. Con questi numeri Giorgia Meloni ha presentato il nuovo Piano casa, un intervento ambizioso che punta a mettere a disposizione fino a 100mila alloggi tra edilizia popolare e soluzioni a prezzi calmierati. Un progetto che si rivolge non solo alle fasce più fragili, ma anche a quella “zona grigia” sempre più ampia di cittadini esclusi sia dal mercato sia dalle graduatorie pubbliche.

La premier torna così sul tema già annunciato mesi fa, rivendicando la scelta come una risposta concreta a un disagio crescente, soprattutto nelle grandi città. “È quello che deve fare uno Stato giusto”, sottolinea, affiancata dal vicepremier Matteo Salvini e dal ministro Tommaso Foti. Il piano, tuttavia, nasce in un clima tutt’altro che disteso, segnato da tensioni interne alla maggioranza e da un confronto acceso su alcuni nodi strutturali.

Uno dei punti più controversi riguarda il ruolo delle sovrintendenze nei processi di riqualificazione urbana. Salvini non usa mezzi termini, arrivando a proporne un drastico ridimensionamento, se non addirittura la cancellazione. Una posizione che ha trovato la ferma opposizione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, pronto a minacciare il voto contrario in Consiglio dei ministri. Il risultato è stato un lungo braccio di ferro, chiuso solo con la promessa di un “ritocco tecnico” per riequilibrare le competenze.

Al di là delle tensioni politiche, l’impianto del Piano si articola su tre pilastri principali. Il primo è un programma straordinario di riqualificazione di circa 60mila alloggi popolari oggi inutilizzabili, spesso privi di servizi essenziali. Per accelerare gli interventi sarà nominato un commissario straordinario, sul modello già sperimentato con i progetti legati al PNRR.

Il secondo pilastro riguarda il coinvolgimento dei privati, con incentivi e procedure semplificate per investimenti superiori al miliardo di euro. In cambio, è previsto un vincolo sociale: il 70% degli alloggi realizzati dovrà essere destinato a prezzi calmierati, con uno sconto minimo del 33% rispetto al mercato, sia per l’affitto che per la vendita. Una formula pensata per ampliare l’offerta abitativa senza gravare interamente sulle casse pubbliche.

Il terzo asse è la creazione di un nuovo fondo per l’housing sociale e la coesione, gestito da Invimit, in cui confluiranno risorse nazionali ed europee. L’obiettivo è garantire continuità finanziaria al piano e attrarre capitali in un settore considerato strategico per la stabilità sociale.

Accanto al Piano casa, il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto per la proroga del taglio delle accise sui carburanti, misura già firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un intervento temporaneo, che riduce in particolare il costo della benzina, ma che – ha precisato Meloni – difficilmente potrà diventare strutturale in un contesto economico incerto. La conferenza stampa, inizialmente focalizzata sui contenuti del Piano, si è però chiusa con una nota polemica. L’ultima domanda, relativa a un caso politico estraneo al provvedimento, ha provocato la reazione irritata della premier, che ha accusato parte della stampa di distogliere l’attenzione dai temi centrali dell’azione di governo.

Resta, al di là delle tensioni, la portata di una sfida complessa. L’emergenza abitativa è oggi uno dei principali fattori di disuguaglianza sociale. Il Piano casa rappresenta un tentativo di risposta strutturale, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre gli annunci in cantieri, investimenti e tempi certi. Perché, come dimostrano le esperienze passate, tra progettazione e realizzazione il rischio è sempre lo stesso: che l’urgenza sociale corra più veloce delle soluzioni politiche.