I margini di bilancio si restringono e il governo è chiamato a rivedere le proprie priorità, inclusi gli investimenti nella difesa. È il quadro delineato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento di finanza pubblica, che fotografa una situazione complessa, segnata da tensioni 9geopolitiche, rincari energetici e un contesto macroeconomico incerto.
Secondo il ministro, il deterioramento – seppur lieve – degli indicatori di finanza pubblica, unito alla necessità di sostenere famiglie e imprese contro l’aumento dei costi dell’energia, ha ridotto sensibilmente lo spazio di manovra dello Stato. “Sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, inclusa la difesa”, sottolinea Giorgetti, lasciando intendere che anche settori considerati strategici dovranno adattarsi a una nuova fase di contenimento e selezione della spesa.
Equilibrio tra sostegno economico e sostenibilità dei conti
La sfida principale, evidenziata dal titolare del Tesoro, è quella di trovare un equilibrio tra interventi immediati a sostegno dell’economia e una visione di lungo periodo orientata alla sostenibilità. Da un lato, il governo intende continuare a proteggere il potere d’acquisto di famiglie e la competitività delle imprese; dall’altro, resta imprescindibile proseguire nel percorso verso l’indipendenza energetica e la stabilità dei conti pubblici.
In questo contesto, le tensioni internazionali giocano un ruolo determinante. L’evoluzione del quadro economico italiano, infatti, è strettamente legata agli sviluppi geopolitici globali, che incidono su prezzi dell’energia, commercio internazionale e condizioni finanziarie. Per questo, Giorgetti sottolinea l’importanza di relazioni internazionali solide e prevedibili, considerate un presupposto essenziale per la stabilità economica.
Deficit in calo, ma lo scenario resta fragile
Nonostante le difficoltà, il Documento conferma un percorso di graduale miglioramento dei conti pubblici. Il rapporto deficit/Pil è atteso sotto la soglia del 3% già entro l’anno in corso, con una traiettoria discendente anche negli anni successivi. Se questo andamento verrà confermato, l’Italia potrebbe uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi entro il 2027, in linea con le raccomandazioni europee.
Tuttavia, il quadro resta esposto a rischi significativi. In uno scenario alternativo caratterizzato da tensioni persistenti, la crescita economica potrebbe rallentare sensibilmente: il Pil, previsto in aumento dello 0,6% nel 2026, scenderebbe allo 0,4%, mentre nel 2027 si potrebbe arrivare a una lieve recessione (-0,2%). Solo nel 2028 si registrerebbe una ripresa moderata.
Energia, mercati e commercio: i fattori di rischio
Tra le principali incognite individuate nel Documento figurano i prezzi delle materie prime energetiche, che potrebbero restare elevati più a lungo del previsto, con petrolio e gas su livelli significativamente superiori rispetto allo scenario base. A questo si aggiungono le possibili tensioni sui mercati finanziari, con un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, e un rafforzamento del dollaro legato a una maggiore resilienza energetica degli Stati Uniti.
Un ulteriore elemento critico è rappresentato dal rallentamento del commercio mondiale, che potrebbe penalizzare un’economia come quella italiana fortemente orientata all’export.
Occupazione e inflazione: segnali misti
Sul fronte interno, le previsioni indicano un tasso di disoccupazione al 5,5% nel 2026, mentre l’inflazione è attesa in risalita al 2,8%, con un picco verso la fine dell’anno. Nel medio periodo, la crescita dovrebbe stabilizzarsi su livelli contenuti, tra lo 0,6% e lo 0,8%, accompagnata da un progressivo rientro dell’inflazione.
In questo scenario, il messaggio del ministro è chiaro: le risorse sono limitate e le scelte dovranno essere sempre più selettive. La necessità di riprogrammare anche gli aumenti della spesa per la difesa rappresenta uno dei segnali più evidenti di una fase in cui la gestione delle priorità diventa cruciale per garantire equilibrio economico e stabilità finanziaria.








