Fatturazione RTI: novità fiscali nel DL 19/2026 e fattura unica per le imprese
Il panorama fiscale dei raggruppamenti temporanei di imprese (RTI) cambia con le novità introdotte nel disegno di legge di conversione del DL 19/2026. La Camera dei Deputati sta esaminando una disposizione che incide direttamente sulla gestione della fatturazione e degli adempimenti IVA per le imprese associate. La nuova norma prevede la possibilità per l’impresa mandataria di emettere un’unica fattura differita per le operazioni effettuate in nome e per conto delle mandanti. La fattura dovrà essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo rispetto a quello in cui sono state effettuate le prestazioni di servizi o le cessioni di beni.
Fattura differita negli RTI: cosa cambia
L’intervento modifica l’articolo 21 del DPR 633/72, ampliando il campo di applicazione della fatturazione differita. Il nuovo regime si estende anche alle operazioni che coinvolgono più soggetti appartenenti allo stesso raggruppamento, anche se diversi dall’emittente del documento. Resta fermo l’obbligo di indicare in fattura che l’emissione avviene per conto del cedente o prestatore. L’obiettivo della riforma è semplificare la gestione amministrativa e fiscale degli RTI, soprattutto nei progetti complessi e negli appalti pubblici.
Semplificazione fiscale e superamento del mandato
La ratio della norma è quella di snellire i flussi fiscali tra imprese, superando la distinzione tra mandato con rappresentanza e senza rappresentanza. Si introduce così un approccio più unitario nella gestione IVA dei raggruppamenti temporanei di imprese.
Deroga al Codice dei Contratti Pubblici
La nuova disciplina rappresenta una deroga rispetto a quanto previsto dall’articolo 68 del Dlgs 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici), che stabilisce l’autonomia fiscale e gestionale di ciascun operatore economico all’interno del raggruppamento. In assenza di questa modifica, ogni impresa dovrebbe continuare a gestire separatamente i propri obblighi IVA. Inoltre, la novità supera l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate che, fino ad oggi, richiedeva la fatturazione distinta per ciascuna impresa associata.
Meno contenziosi e maggiore certezza per le imprese
Il provvedimento interviene in un contesto caratterizzato da frequenti contenziosi tra contribuenti e amministrazione finanziaria. Spesso le stazioni appaltanti richiedono una fattura unica anche in presenza di RTI, esponendo le imprese a possibili sanzioni. Con la nuova norma, questo comportamento viene di fatto legittimato, riducendo il rischio di errori formali e contestazioni fiscali.
Impatto per imprese e appalti pubblici
Nonostante alcuni margini di miglioramento nella formulazione tecnica, l’indirizzo del legislatore è chiaro: semplificare gli adempimenti fiscali e rendere più efficiente la gestione degli appalti pubblici. Questa riforma rappresenta un passo avanti per la competitività delle imprese che operano in RTI e nei progetti di rete, favorendo una gestione più semplice, veloce e coerente degli obblighi IVA.








