Caso Domenico Caliendo, Fico: “Unità del Consiglio segnale importante, ora riorganizzare il sistema”

Al termine del Consiglio regionale monotematico sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, traccia un bilancio della giornata e rilancia sulle azioni già avviate per intervenire sul sistema sanitario, con particolare attenzione al settore dei trapianti.
Presidente, oggi il Consiglio ha approvato una mozione unitaria. Che significato ha questo risultato?
«Ho apprezzato molto il lavoro di questa mattina del Consiglio regionale. Ci sono stati interventi importanti, profondi e molto civili nei toni. Ringrazio il presidente del Consiglio regionale e tutti i consiglieri che hanno approvato una mozione unitaria dopo la mia relazione. È un segno importante: dimostra come il Consiglio possa dare un esempio istituzionale forte, al di là delle divisioni politiche, soprattutto su questioni così delicate. C’è stato anche un grande rispetto per la famiglia di Domenico Caliendo e per il bambino».
Oltre alla vicenda giudiziaria, emerge un problema organizzativo. È così?
«Sì, è chiaro. Nella mia relazione ho cercato di descrivere tutto ciò che è accaduto e anche quello che abbiamo già fatto come Giunta e come Presidenza. Non si tratta solo di accertare responsabilità, ma di intervenire sul sistema, sull’organizzazione, sui controlli. È lì che dobbiamo lavorare con determinazione».
Quali sono le principali azioni già messe in campo dalla Regione?
«Abbiamo adottato misure concrete. Per esempio, lo spostamento del Centro regionale trapianti dal Monaldi al Centro Direzionale, sotto la Direzione generale della Salute: è un passaggio molto importante. Abbiamo poi avviato una ricognizione generale su tutta la trapiantologia in Campania, che porterò già nei prossimi giorni in Giunta. Inoltre, abbiamo attivato un’ispezione sanitaria prevista da una legge del 2015 che non era mai stata utilizzata prima: questo non riguarda solo il Monaldi, ma l’intero sistema sanitario regionale».
Queste misure equivalgono a un commissariamento dell’Azienda dei Colli?
«Sono azioni che determinano procedure importanti, previste dalle leggi regionali. Il nostro obiettivo è rafforzare i controlli e rendere il sistema più trasparente ed efficiente. Dobbiamo arrivare a una chiara separazione tra chi controlla e chi è controllato. La pubblica amministrazione deve funzionare attraverso atti chiari, trasparenti e verificabili».
Molte famiglie, nel frattempo, si stanno rivolgendo ad altre strutture, come il Bambin Gesù di Roma. Cosa si sente di dire loro?
«C’è un protocollo d’intesa tra il Monaldi e il Bambin Gesù fino alla fine di giugno, che garantisce la continuità assistenziale. L’équipe del Bambin Gesù è anche presente al Monaldi, quindi i pazienti sono seguiti. Il nostro obiettivo però è chiaro: vogliamo avere anche in futuro una cardiochirurgia pediatrica pienamente efficiente qui in Campania».
Qual è la prospettiva per il futuro della sanità regionale, soprattutto per i più piccoli?
«Dobbiamo garantire una sanità di prossimità efficace. La Campania è una regione con un alto numero di nascite e con un contesto sociale complesso, quindi non tutte le famiglie possono spostarsi. Per questo vogliamo assicurare cure di alto livello sul territorio, valorizzando anche le eccellenze già presenti e ricostruendo un sistema che sia sicuro, affidabile e all’altezza delle aspettative dei cittadini».