Teatro San Carlo, quell’amore di Napoli per la Lucia di Lammermoor

Teatro di San Carlo, Stagione d’ Opera 2011-2012 - Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro San Carlo - Nuovo AllestimentoLUCIA DI LAMMERMOOR di Gaetano Donizetti, libretto di Salvatore Cammarano, direttore Nello Santi, regia Gianni Amelio, maestro del coro Salvatore Caputo, scene Nicola Rubertelli, costumi Maurizio Millenotti, luci Pasquale MariLucia di Lammermoor: Jessica Pratt/Rosanna Savoia (11 febbraio), Sir Edgardo di Ravenswood: Gianluca Terranova/Ismael Jordi (11/14/18 febbraio), Raimondo Bide

È stata davvero un’occasione magica poter assistere al San Carlo alla recita della Lucia di Lammermoor. Napoli è particolarmente legata a quest’opera di Gaetano Donizetti, perché il San Carlo ne ospitò la prima assoluta il 26 settembre del 1835. Non solo. Il librettista di quest’opera presente nel repertorio di tutti i teatri del mondo, fu il napoletano Salvatore Cammarano, uno dei più grandi autori del XIX secolo (si pensi al libretto de Il trovatore). Nel cuore del dramma, come risaputo, l’amore contrastato di due giovani che appartengono a famiglie diverse e rivali. Edgardo e Lucia si amano di nascosto, ma Edgardo deve allontanarsi per le vicende delle lotte che lo coinvolgono. Prima di partire, ricorda a Lucia che Enrico Ashton ha ucciso suo padre e che lui è disposto a perdonarlo nel caso gli conceda di sposarla. Lucia gli promette fedeltà. Enrico, però, inganna Lucia dicendole che Edgardo si è legato a un’altra donna e la spinge a sposare Arturo Bucklaw. Durante le nozze Edgardo arriva e, ritenendo Lucia in malafede, la maledice con i suoi. Edgardo passa la notte nel castello e, in uno spoglio salone, riceve la visita di Enrico che lo sfida ad affrontarlo all’alba. Intanto continuano gli invitati a festeggiare le nozze. Improvviso irrompe Raimondo che dice a tutti che Lucia ha ucciso Arturo con un fendente di spada. Lucia appare sulla scena e, presa dalla follia, immagina le sue nozze con Edgardo e poi di dire al suo amato la costrizione nella quale è caduta per accettare le nozze con Arturo. Cade infine svenuta. Edgardo è fuori dalla torre, crede di essere stato tradito da Lucia, mentre attende la sfida con Enrico alla quale si dispone con animo di consegna. Raimondo e gli invitati alle nozze arrivano e dicono a Edgardo che Lucia è in fin di vita. Il suono delle campane annuncia la morte dell’amata ed Edgardo si trafigge con un pugnale. L’allestimento del 2026 è di indiscutibile pregio. Lord Enrico Ashton è stato Mattia Olivieri. Lucia di Lammermoor, Rosa Feola sostituita, nel corso delle recite, per motivi di salute, da Jessica Pratt. Sir Edgardo di Ravenswood è stato Renè Barbera. Lord Arturo Bucklaw, Sun Tianxuefei. Il San Carlo ha così regalato una delle regie liriche del regista Gianni Amelio. In una intervista, il cineasta ha ben spiegato la complessità del dialogo da costituire con un altro autore, la sua intenzione drammaturgica e il suo impegno musicale. In questo sta un segno della distanza tra regia cinematografica e lirica. La scelta di un’ambientazione originaria, con delle scene che corrispondono al libretto e all’epoca nella quale la scena è ambientata, hanno dato indubbiamente credibilità e armonia al lavoro. I toni scuri dell’ambientazione sono riusciti a tenere insieme sia il sostrato letterario dell’opera, sia il clima di una ambientazione drammatica intensa, sia il senso cupo di una verità violenta che coinvolge in impeti di omicidio e suicidio l’energica fermezza del dolore che avvolge l’insensatezza del mondo che nega l’amore e si oppone alla vita. Tutti i protagonisti hanno dato prova di abilità recitativa e di qualità importanti. Svetta su tutti, la prova della sostituta, Jessica Pratt, in gran spolvero che, alla fine della scena della pazzia, dopo una magistrale esibizione intensa sia dal punto di vista recitativo che vocalico, ha ricevuto l’invito a un bis che ha premiato una esibizione notevole, che rimane impressa negli occhi, nella mente e nel cuore.