Vaccini, Beatrice Lorenzin a Radio Cusano Campus: “L’emendamento di Borghi continua a minare la fiducia dei cittadini nella vaccinazione, che è l’arma numero uno di salute pubblica”

Tornare sui vaccini alla disciplina precedente alla “legge Lorenzin” del 2017, cancellando l’obbligatorietà di dieci vaccini per l’iscrizione a scuola dei minori fino a 16 anni, prevedendo che la profilassi contro morbillo, rosolia, parotite e varicella sia solo raccomandata e non obbligatoria. E’ quanto prevede un emendamento presentato dal senatore Claudio Borghi (Lega) al decreto sulle liste di attesa all’esame di palazzo Madama. La proposta di modifica prevede, inoltre, di non legare all’effettuazione dei vaccini l’iscrizione ai nidi o a scuola.

Ha espresso la sua opinione in merito proprio l’ex Ministro della Salute, la senatrice Beatrice Lorenzin (PD)intervenuta in diretta a “L’Italia s’è desta“, il programma in onda dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 10, su Radio Cusano Campus e in radiovisione su Cusano Italia Tv (canale 122 del digitale terrestre).

Relativamente alla legge sui vaccini del 2017, Lorenzin ha dichiarato: “Innanzitutto ho ascoltato la scienza. Il ministro della Salute si fa carico delle problematiche di sicurezza pubblica e delle questioni emergenziali. Negli anni in cui ero in carica, in Italia si erano superate le soglie considerate necessarie dalla scienza e dall’OMS per mantenere in sicurezza la popolazione rispetto a determinati virus. L’obbligatorietà vaccinale era stata tolta alla fine degli anni ’90 pensando che la popolazione fosse matura per provvedere da sola alla vaccinazione dei propri figli. Purtroppo, per molti motivi, questa cosa non è più avvenuta. La legge sull’obbligatorietà vaccinale prevede tutte le possibilità di aggiornamenti in base alle scoperte scientifiche e ai nuovi protocolli di cura.

L’età per le vaccinazioni è quella prevista dai protocolli medici scientifici e dai pediatri. Non è un’età casuale, ma quella giusta per fare le vaccinazioni. La legge sull’obbligatorietà vaccinale è stata creata per proteggere i bambini da malattie gravi come tetano, epatite, difterite, meningite e pertosse. Le persone possono essere facilmente suggestionate e spaventate, soprattutto quando si tratta dei propri figli, ma per questo ci sono le istituzioni sanitarie. Viviamo in un sistema democratico in cui vige il metodo scientifico, quindi nulla viene fatto se non è comprovato” ha continuato Lorenzin.

Riguardo all’emendamento di Borghi, Lorenzin ha affermato: “Hanno un’allergia a tutto ciò che può essere centralistico. Sul DL liste d’attesa, uno degli aspetti più importanti è la raccolta di dati. Non possiamo fare medicina senza i dati. L’emendamento di Borghi continua a minare la fiducia dei cittadini nella vaccinazione, che è l’arma numero uno di salute pubblica. Il governo non deve abbandonare il tema delle vaccinazioni.

Dobbiamo continuare a mettere al primo posto l’informazione e la cultura scientifica. Con 9 miliardi di cittadini nel mondo e una mobilità interpersonale così veloce, saremo sempre più vulnerabili verso i virus vecchi e nuovi. La prevenzione rimane la nostra principale arma per difenderci“.

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