Caivano, inaugurata la nuova piscina ex Delphinia. Meloni: “Un modello per la Nazione intera”

ph. Pasquale Gargano per Istituzioni24

A Caivano, oggi, è stato inaugurato il nuovo impianto sportivo ex Delphinia, riqualificato e riconsegnato alla città per volere del Governo e del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La piscina, ora di nuovo funzionante e riaperta al pubblico, era caduto in stato di abbandono per molti anni ed era diventata il triste teatro dove si perpetravano i peggiori reati. Come quello ai danni delle due cuginette di 10 e 12 anni, ripetutamente stuprate da gruppi di ragazzi, anche maggiorenni, nel silenzio e nell’indifferenza generale. Quell’episodio fece scattare la reazione di don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde noto per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata. Da quella lettera inviata da Patriciello e indirizzata direttamente da Giorgia Meloni, ultima speranza dopo anni di richieste inascoltate, è partito tutto. I maxi blitz che hanno devastato le organizzazioni criminali, la riqualificazione urbana, la ricostruzione di fondamentali presidi di legalità, come gli asili nido. Oggi, dopo un impegno che dura da mesi, è stato il turno della piscina Delphinia, alla cui inaugurazione è giunta la stessa Giorgia Meloni, accompagnata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

C’è un tempo per le lacrime e c’è un tempo per gioire. Oggi lasciateci gioire”: con queste parole don Maurizio Patriciello si è rivolto ai giornalisti, volendo mettere a tacere le polemiche, che non sono mancate. Ieri, infatti, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, aveva “accolto” i colleghi al governo presentando l’iniziativa come una “passeggiata” utile al centrodestra soltanto per sfilare sulla città. L’occasione per la Meloni di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Gli si presenta, gli porge la mano e gli dice: “Presidente De Luca, sono quella str***a della Meloni”, rimarcando le parole tutt’altro che affettuose che lui le rivolse “da dietro le quinte” qualche mese fa, lasciando così il governatore quasi a bocca aperta. Per tutta risposta, poi, è arrivata la replica, composta ma precisa, di Giorgia Meloni alla questione della “passeggiata”: “Voglio dire senza polemica al presidente di De Luca che ieri ha parlato di una passeggiata del governo che se tutte le volte che la politica passeggia portasse questi risultati avremmo sicuramente una politica più rispettata dai nostri cittadini, quindi continueremo a passeggiare”. Un breve inciso, una stoccata che ha colpito nel segno quanti, negli anni, hanno voltato le spalle alle tante Caivano sparse per l’Italia. “Il governatore [De Luca, n.d.r.] ha detto che lo Stato non c’è, stop. Ma qualcuno deve portarcelo”: questa, invece, la stoccata al Presidente della Campania da parte di don Maurizio Patriciello.

Nel suo intervento, Giorgia Meloni ha voluto ricordare il triste evento che ha permesso di raggiungere questo importante traguardo: “Dobbiamo sempre ricordare da dove partiamo per arrivare qui, partiamo dall’orrore indicibile della violenza perpetrata dal branco su due bambine innocenti cui è stato strappato tutto. Le istituzioni qui – ha aggiunto – non hanno fatto la prima cosa che compete loro: difendere i più fragili, proteggere i più piccoli”. Si è detta soddisfatta ed emozionata, la premier: “Benché la sfida di Caivano – ha spiegato – sia stata una delle mie principali scommesse, una delle principali scommesse del governo, forse non ero preparata stamattina all’emozione e all’impatto della differenza di quello che ci siamo trovati di fronte rispetto a qualche mese fa. Non solo l’impatto visivo ma il messaggio che l’impatto racconta: lo Stato e le istituzioni possono fare la differenza, lo Stato può mantenere i suoi impegni, le istituzioni possono mantenere gli impegni”. Un’emozione che Giorgia Meloni stessa ha definito “ai limiti della commozione”: “È una di quelle giornate in cui l’affanno, i problemi, i sacrifici che fai, l’ansia che a volte ti prende, tutto improvvistamente assume un senso in questa particolare missione che noi svolgiamo”. L’obiettivo del Governo, ora, è continuare su questa strada, continuare con la riqualificazione che riconsegnando territori allo Stato e libertà ai suoi cittadini: “Faremo vincere Stato sulla criminalità organizzata, sul degrado, sull’abbandono e la rassegnazione. Certo che è un imperativo gravoso, ma è quello che gli italiani si aspettano da noi ed è quello che faremo”. Caivano “rischia” così di diventare un esempio di legalità per tutte le altre “zone franche” in giro per la Nazione: “Faremo di Caivano – ha detto Meloni – un modello per la Nazione intera. Dimostreremo che si poteva fare, esporteremo il modello in molte altre Caivano d’Italia. Con il decreto Coesione – ha spiegato – abbiamo investito 3 miliardi di euro di fondi europei per le periferie di 14 città metropolitane e 39 città medie del Sud, su un programma finalizzato alla rigenerazione urbana, al recupero delle aree disagiate e degradate. Significa che avremo molte altre Caivano”. L’emozione è nel volto di Maurizio Patriciello: “Giorgia – le dice il parroco – io ‘o veco e nun ‘o crero!”.

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