Pescara, conclusa la Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia. Meloni: “Scendo in campo per l’Italia”

Si è appena conclusa la Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia tenutasi a Pescara da venerdì 26 aprile. Lo ha fatto con il messaggio finale di Giorgia Meloni, che dal palco collocato in piazza Primo Maggio, nella sala Milano 1848, ha annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni europee. “Scendo in campo come capolista delle liste di Fratelli d’Italia in tutte le Circoscrizioni”. Un annuncio, questo, che era nell’aria: oggi è arrivata l’ufficialità. Solo ieri, in effetti, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, aveva spiegato che un possibile annuncio “indicherebbe senz’altro l’importanza che diamo a queste elezioni”. Una dimostrazione, dunque, di quanto anche queste elezioni europee siano fondamentali per il cammino di Fratelli d’Italia: la kermesse, d’altronde, ha preso il nome “L’Italia cambia l’Europa”, stesso slogan scelto dal partito in vista delle elezioni europee. L’intento, insomma, è quello di favorire quella virata a destra che potrebbe cambiare l’Europa tramite l’impiego di tutti i big in campo. La convention ha visto la partecipazione anche di altri esponenti della maggioranza, come Antonio Tajani, presidente di Forza Italia, e Matteo Salvini, leader della Lega, che hanno ribadito l’unità del centrodestra: “Vogliamo solo vincere e prendere tutti il maggior numero di voti possibili. L’obiettivo è aumentare i voti del centrodestra”, ha detto Tajani.

L’intera tre giorni, a cui hanno partecipato tutti i grandi nomi della destra e della compagine di governo, è stata totalmente incentrata sulle prossime elezioni europee e sul ruolo dell’Italia all’interno dei consessi comunitari. A partire dai nomi scelti per le tre sale in cui si è svolta la kermesse: Budapest 1956, in memoria della rivoluzione ungherese e dell’invasione sovietica in Ungheria; Milano 1848, in ricordo delle Cinque Giornate che liberarono la città dal dominio austriaco; Vienna 1683, in onore della battaglia combattuta e vinta dall’esercito asburgico contro le truppe ottomane che chiusero all’islamismo le porte dell’Europa. Una tre giorni, insomma, in cui è stata rimarcata l’importanza dell’appartenenza all’Unione europea, nonostante ci si aspetti un totale cambio di paradigma. Cambio che in parte già c’è stata negli ultimi mesi, in campo migratorio per esempio, grazie all’influenza italiana, ma nel corso dei dibattiti si è giunti alla conclusione che soltanto il prossimo voto potrà cambiare le sorti dell’Europa.

Tanti i temi trattati nella Conferenza programmatica che rimarca quella di Milano 2022, che preparò il partito alla cavalcata trionfale che ha portato Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Centrale, senza dubbio, è stato il discorso sull’identità cristiana dell’Europa, che – è prerogativa degli esponenti della maggioranza – verrà difesa dalle ingerenze progressiste e dal fondamentalismo islamico, contro la minaccia jihadista che, dal 7 ottobre, è tornata a mettere a repentaglio le radici giudaico-cristiane della nostra civiltà. O ancora sono stati trattati la questione migratoria, il tema del Pnrr, quello dell’intelligenza artificiale, e ancora tanto altro. Insomma, tre giorni che sono serviti al primo partito della Nazione a unificarsi e a stilare il programma di indirizzo politico dell’Unione europea per i prossimi cinque anni.

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