Caivano, la Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo incontra gli studenti alla Scuola Morano

<Oggi parliamo dell’importanza di ricordare le vite spezzate, ma non perché non pensiamo a quanto sono importanti le vite che arrivano. Parlo così perché in questo periodo sono sensibile. Mi sono sposata e sono incinta, lo dico in pubblico per la prima volta>. Così la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo ha detto agli studenti del Morano di Caivano e ai presenti all’evento “Giuseppe Salvia, coraggio e dovere”, di essere in stato interessante. Lo fa mentre parla ai ragazzi dell’importanza dell’esempio che i genitori devono dare ai figli, e fa un breve accenno alle polemiche di questi giorni sui consultori. <Essere madre non è qualcosa che vi deve limitare in quello che dovete fare, voi ragazze dovete e potete dare tutto, e non vi fate dire da nessuno cosa fare>.  La Presidente dell’ Antimafia ha poi invitato gli studenti ad avere coraggio e a riflettere sulle passioni e gli interessi personali, incoraggiando a dedicare lo stesso impegno e la stessa determinazione anche alla costruzione del proprio futuro sul quale la criminalità organizzata non offre nulla di positivo in quanto la vera ricchezza risiede nel perseguire obiettivi onesti e costruttivi. <Il coraggio è un atto di libertà e di fedeltà ai valori che si vogliono esprimere. Dobbiamo sempre pensare di credere nei valori che mettiamo in campo nella quotidianità. Atto di coraggio non vuol dire scalare una montagna a mani nude. Atto di coraggio è far rispettare le regole tutti i giorni, sentirsi liberi e rispettare i valori in cui crediamo trasmettendoli all’interno della comunità. Parliamo dello Stato come se fossero solo le istituzioni. Lo Stato siamo tutti quanti noi, ognuno portando il proprio mattone nella quotidianità> ha precisato la Colosimo. Durante il dibattito in onore di “Giuseppe Salvia, coraggio e dovere“, svoltosi presso l’istituto scolastico Morano moderato dalla preside Eugenia Carfora la Presidente dell’Antimafia ha messo in guardi a gli studenti dalla camorra.< Non faccio lezioni, sarò breve. Non sono qui per dare nozioni. Sono qui per raccontarvi un paio di cose nel modo più semplice possibile perché voi fuori da qui possiate portarle anche ai vostri amici. Quando siamo venuti in visita istituzionale a Caivano, ho detto sin da subito che la Commissione parlamentare Antimafia è a disposizione di chi di voi vorrà studiare. Perché questo è il compito delle istituzioni, aiutare i giovani a fare scelte giuste.  Ricordatevi che mettervi 200 euro in tasca per andare a spacciare droga o per fare le sentinelle per qualcuno che lucra sulla vostra vita, non vi cambierà la vita, o meglio, ve la cambierà in peggio. Vi costringerà ad essere schiavi e vi darà una finta ricchezza> . Il valore politico delle sue parole semplici e sincere sono state subite accolte dai ragazzi e ragazze che hanno ricambiato con un fragoroso applauso e con strette di mano. Il Presidente Antimafia ha raccolto emozioni e testimonianze dei giovani incoraggiandoli ad essere liberi e a lottare contro la criminalità. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord Antonietta Troncone dopo aver ringraziato la dirigente scolastica Carfora, per l’importante evento che ha un significato di grande valenza simbolica poiché introduce i giovani alla figura di Giuseppe Salvia, un martire civile, ha precisato che:< la lotta debba iniziare con l’informazione, spesso sottovalutata ma cruciale per comprendere il passato e il presente e sviluppare una coscienza critica e consapevole. Dobbiamo nutrirci degli esempi luminosi del passato e seguirne la via per un futuro migliore. Dobbiamo evitare l’accettazione della debolezza e della rassegnazione, e invece impegnarci attivamente nella costruzione di una comunità inclusiva fondata sulla legalità. Questo è il percorso che la scuola e la comunità ci indicano, e da cui possiamo trarre importanti insegnamenti per il nostro futuro>. Il Prefetto Dispenza commissario prefettizio di Caivano ha invece sottolineato che: <la scuola Morano e le altre scuole di Caivano, vantano numerosi giovani talenti che non dovrebbero essere etichettati come residenti di una città dominata dalla camorra. Nonostante i numerosi problemi, dobbiamo ammettere che nel corso dei decenni le istituzioni hanno trascurato gravemente il loro dovere. Questo è stato evidente nella vicenda di Giuseppe Salvia, un eccezionale servitore dello Stato e delle istituzioni. Si è trascurato così volgarmente che non si è costituito parte civile nel processo, nonostante fosse l’unico omicidio per cui il Cutolo si fosse attribuito la responsabilità. All’epoca c’erano tanti omicidi, tanti episodi di violenza, eppure una persona come Salvia, un uomo mite e padre di famiglia, voleva semplicemente far rispettare le regole anche ai più violenti e arroganti. Tuttavia, molti non solo non hanno avuto il coraggio di far rispettare le regole, ma nemmeno di sostenere l’azione di Salvia. Io non considero Salvia e gli altri caduti vittime, ma martiri della lotta contro la violenza e la criminalità organizzata> .  Antonio Martone ha invece detto che: <Raffaele Cutolo è diventato ciò che è stato perché ha saputo costruire un personaggio in grado di suscitare timore. Se non fosse stato in carcere, sarebbe stato un delinquente come tanti altri. La sua astuzia e le coincidenze favorevoli gli hanno permesso di affermarsi e di costruire il suo impero del male>. Martone ha poi detto che ci sono ragazzi che pur non essendo in carcere, cercano supporto e volontariato e stanno conducendo una vita completamente diversa. Claudio Salvia, figlio di Giuseppe Salvia, ha concluso che: < per combattere l’illegalità non bisogna essere necessariamente magistrato o esponente delle forze dell’ordine ma basta essere cittadino attivo comune libero dalla schiavitù della camorra ed evitare di delinquere. Avere coraggio>. All’incontro svoltosi presso l’Istituto Morano c’era tra i relatori il direttore del Mattino Francesco De Core che ha fatto un bellissimo intervento sulla figura di Giuseppe Salvia, sul ruolo dell’informazione, sul rischio che corrono i giornalisti e sull’importanza di fare rete. Presenti all’incontro tante autorità civili, militari e religiose tra cui il parroco Don Maurizio Patriciell, il dirigente del Commissariato di Polizia di Afragola, i comandanti di Gruppo di CC e Gdf, e due cittadini della società civile che vivono sotto scorta il giornalista Mimmo Rubio e Marco Doria.

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