Montecitorio, Fontana ricorda i cristiani d’Oriente: “Fra le minoranze più perseguitate al mondo”

Si è tenuto ieri a Montecitorio il convegno “Cristiani d’Oriente: Profili storico-giuridici e culturali” che ha visto tra gli intervenuti il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Un convengo che vuole accendere i riflettori sulla piaga delle persecuzioni che milioni di cristiani sparsi per il mondo sono costretti  a subire, pagando a caro prezzo, anche con la vita, la propria fede. Un convegno che segue alcuni tristi episodi: in Burkina Faso, alcuni giorni fa, 15 fedeli sono stati uccisi da un attacco terroristici durante la Messa domenicale, mentre 4 monaci sono stati prima rapiti e poi uccisi in Etiopia. Si tratta, secondo Fontana, di “martiri del nostro tempo” che spesso “muoiono due volte” nell’indifferenza generale che accompagna certe notizie. Il convengo è nato dunque con l’obiettivo di “portare all’attenzione generale un tema sul quale l’impegno di tutta la comunità internazionale deve essere massimo”, ricordando che “i cristiani sono fra le minoranze più perseguitate al mondo”.

“Quella delle Chiese Cristiane d’Oriente è, innanzitutto, una storia di fede, di coraggio e anche di sofferenza” ha detto Fontana, ma “il terrorismo e i conflitti etnici e religiosi hanno reso estremamente difficile mantenere la presenza delle comunità cristiane d’Oriente nelle loro regioni di origine”. La permanenza di queste comunità è sempre più minacciata dal fanatismo religioso “dalle violenze e dagli attacchi da parte di gruppi estremisti, tra cui l’ISIS”. Una degenerazione che si sta purtroppo intensificando, così da mettere a repentaglio “secoli di storia, di cultura, di tradizioni liturgiche, artistiche e spirituali”, costringendo migliaia di fedeli a “un esodo incessante”, a migrare “in fuga da persecuzioni e discriminazioni di ogni tipo”. Per il Presidente della Camera è dunque fondamentale riportare l’attenzione su un fenomeno che viene troppo facilmente offuscato: “È indispensabile – ha detto – accendere i riflettori su questa strage senza fine e sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi di tutto il mondo. Non si può rimanere inerti o, peggio, indifferenti davanti al grido di dolore dei nostri fratelli che non deve rimanere inascoltato”. Fontana ha infine richiamato l’attenzione dei vari Paesi occidentali: “A fronte di questo scenario, il nostro Paese, l’Unione europea e l’intera comunità internazionale devono agire con iniziative concrete riaffermando il principio della libertà religiosa e – ha concluso Fontana – assicurando maggiore tutela dei cristiani nelle loro terre d’origine”.

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