Libri, l’autore Walter Ivan Mancini presenta “21 giorni”: “Il dolore è motore di tutto, la vera genesi dell’arte”

Parte con la presentazione del libro 21 giorni di Ivan Walter Mancini, la rassegna “Ricominciamo dai Libri in Periferia”. Tenutasi venerdì 23 febbraio,  presso la biblioteca Grazia Deledda, sita nel quartiere Ponticelli di Napoli. Con la collaborazione del consigliere comunale della città di Ercolano, Piero Sabbarese, relatore dell’incontro, e dell’attore Francesco Gambini, al quale è stata affidata la lettura.

Walter, avvocato laureato all’Università Federico II di Napoli, da circa dieci anni scrive racconti e brevi pensieri sulla sua pagina Facebook “Il compositore astratto”. Dedica 21 giorni interamente a suo padre, alle loro conversazioni mai avute e ai momenti non vissuti.

Il periodo intorno al quale gravita la nascita di questo libro è quello del lockdown, non a caso la storia inizia con un accenno di depressione. Il protagonista sa che necessita di uscire da questa passività, strettamente legata al periodo storico. Ci sono delle realtà esterne da vivere, un mondo al di fuori della sua intima esistenza, legato soprattutto alla figura di Sara, un retaggio amoroso.

Alessandro Contieri è un giovane laureato in economia aziendale che lavora in un call center. Non smette di inseguire i suoi sogni e decide di aprire un negozio di antiquariato. 21 giorni è l’arco temporale in cui si svolgono le vicende del protagonista.

 

Nel suo intervento Piero Sabbarese, sostiene che si tratti di un giovane che non sa perfettamente di star vivendo, quasi come se si affacciasse per la prima volta all’esistenza.  Afferma d’aver ritrovato durante la sua lettura il profilo di due autori. Italo Calvino, che con i suoi racconti ha sempre invogliato a vivere il grigiore della vita con leggerezza, e il romanziere russo Michail Bulgakov, autore di vere e proprie denunce alla società, celate dalla semplice quotidianità.

21 giorni in maniera velata rappresenta una serie di disagi. Il libro desidera dare risposte a domande esistenziale della vita e, così come sostiene l’autore, è quasi una somma di desideri non espressi e di insoddisfazioni dei personaggi che ne fanno parte.

“L’arte non nasce mai dalla felicità”, è la massima dello scrittore statunitense Chuck Palahniuk a cui Walter fa riferimento, accomunato dallo stesso principio, ha parlato del dolore come motore di tutto, la vera genesi dell’arte.

 

 

 

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