De Luca, Mattarella richiama all’ordine il Governatore: “Solidarietà a Giorgia Meloni”

A mettere un freno, almeno temporaneo, all’aspra diatriba politica e personale scoppiata negli ultimi giorni ci ha pensato direttamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sono servite infatti le parole del Capo dello Stato per calmare le acque, riportando una quantomeno apparente riappacificazione fortemente predicata nel suo messaggio. Un messaggio che arriva dopo giorni di forte inasprimento della contesa politica tra maggioranza e opposizioni: con l’istituzionalità di sempre, Mattarella ha voluto rimarcare l’importanza di un contrasto politico che non sorpassi quella soglia del rispetto personale che le istituzioni dovrebbero rispettare. La reazione del Capo dello Stato è arrivata dopo che alcuni manifestanti hanno dato fuoco a un fantoccio con le sembianze di Giorgia Meloni, solo l’ultimo di una serie di episodi simili contro il presidente del Consiglio. Un non plus ultra raggiunto ormai da giorni di fronte al quale Mattarella non è riuscita a rimanere inerte: “Si assiste – ha dichiarato – a una intollerabile serie di manifestazioni di violenza: insulti, volgarità di linguaggio, interventi privi di contenuto ma colmi di aggressività verbale, perfino effigi bruciate o vilipese, più volte della stessa Presidente del Consiglio, alla quale va espressa piena solidarietà”. Tra le parole di Mattarella si legge anche un riferimento alle vicende che hanno visto protagonista il governatore campano Vincenzo De Luca che nei giorni scorsi, seppure in un contesto informale, da “dietro le quinte”, aveva ingiuriato ancora Giorgia Meloni, superando anche in questo caso il limite della critica politica per varcare quello delle offese personali. Un atteggiamento che svilisce la politica e il mondo delle istituzioni, influenzando (in negativo) il modo in cui i cittadini si rapportano con queste: “Il confronto politico, la contrapposizione delle idee e delle proposte, la competizione, anche elettorale, ne risultano mortificate e distorte” ha continuato Mattarella. È tuttavia da sottolineare che, dopo ogni attacco verso il premier, anche dopo quelli di De Luca, uno dei vertici del suo partito, Elly Schlein, segretario del PD, è sempre rimasta nel silenzio. E anche se incalzata dai giornalisti proprio sul caso del governatore campano, ha sempre sviato abilmente l’argomento. Un silenzio terminato solo nel pomeriggio di ieri, solo dopo il richiamo all’ordine del Presidente della Repubblica: “Questa violenza politica va condannata e non è accettabile” ha detto l’italo-svizzera in merito al manichino bruciato, ricordano che “gli avversari si battono con le idee e le proposte in una sana dialettica democratica. Ha ragione il Presidente Mattarella – ha continuato – nel dire che gli atti di violenza e aggressività verbale o fisica non devono trovare alcuno spazio in democrazia perché travolgono la dignità della politica e ne rappresentano la negazione”. Il silenzio degli altri esponenti del PD è stato rotto poi da Roberto Gualtieri, sindaco di Roma: “Il manichino bruciato a Roma è un atto inaccettabile e violento che va oltre la sana dialettica politica e democratica. Condivido le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e – ha concluso – esprimo solidarietà alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. Dunque, condanna del manichino bruciato (solo dopo l’appello di Mattarella) ma ancora nulla sulle parole di De Luca. Come detto, allora, la solidarietà espressa appare quasi forzata e così sicuramente non destinata a durare: il rischio per Mattarella è che venga “travolta la dignità della politica che scompare, soppiantata – ha concluso – da manifestazioni che ne rappresentano la negazione”.

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