Antimafia, accordo con la Fondazione Falcone. Colosimo: “Promuovere legalità nei giovani”

In più occasioni, dal momento del suo insediamento a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivelato che la sua attività politica è iniziata all’indomani dell’attentato di via D’Amelio, nel pieno del periodo stragista della mafia, e che la sua carriera si è ampiamente ispirata a Paolo Borsellino. Proprio in continuità con l’impegno dichiarato e assunto dalla maggioranza di promuovere la legalità, dare lustro alle vittime di mafia e riportare a galla le verità di quel triste periodo, oggi, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma, è stato portato a termine un accordo che unisce il mondo della politica e il sociale: è stato siglato infatti un Protocollo con la Fondazione Falcone che impegna maggiormente la commissione parlamentare Antimafia alla promozione della cultura della legalità con particolare riferimento alle giovani generazioni. Chiara Colosimo, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Antimafia, ha sottolineato che questo percorso “prevede una serie di impegni che partono da un percorso di collaborazione con le associazioni, con le scuole e con le università”. Tra i progetti inclusi nel Protocollo, si staglia anche “la prossima apertura del Museo del Presente di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, un progetto che sta molto a cuore alla Fondazione, che noi abbiamo sposato e che sosterremo come commissione parlamentare Antimafia”.

Anche nelle ultime settimane, tuttavia, il lavoro dell’esecutivo nella lotta contro la criminalità organizzata non si è fermato. Di pochi giorni fa, ad esempio, è la notizia che il Viminale ha portato a termine un accordo con la Regione Lombardia grazie al quale l’ente regionale potrà essere affiancato dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati per permettere una più veloce catalogazione e una più efficiente gestione degli immobili sottratti alla mafia, in una Regione, come la Lombardia, che è quarta per numero di beni confiscati alla criminalità. Proprio su questo punto, i dati parlano di un aumento del 79% nel solo 2023 dei beni sequestrati e affidati a livello nazionale a enti e associazioni del Terzo settore per finalità sociali.

Anche il decreto Caivano ha dato ampia dimostrazione dell’impegno del governo sulla lotta alla criminalità organizzata: in pochi mesi, lo scenario della città appare significativamente cambiato, col ritorno dello Stato e della legalità nelle strade. Un provvedimento controverso, solo “di facciata” per i membri delle opposizioni, ma un primo e relativamente piccolo passo in avanti secondo don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde che più di tutti conosce le difficoltà del territorio in cui opera. Un passo in avanti verso l’eliminazione di una delle tante “zone franche” sparse per l’Italia e per il Mezzogiorno, nonché verso la creazione di un modello da utilizzare, nell’intenzione dei membri del governo, anche per altri quartieri difficili in Italia e all’estero. Non a caso, pochi giorni fa lo stesso premier ha rimarcato l’esigenza di applicare il “modello Caivano” anche in Nord Africa, al fine di combattere la tratta di esseri umani su cui lucrano trafficanti, scafisti e, anche in questo caso, intere organizzazioni.

Print Friendly, PDF & Email