Elezioni Usa, il procuratore Hur preoccupa i dem: “Biden ha problemi di memoria”

Si scalda la corsa per la Casa Bianca e i candidati dell’ultima tornata elettorale, Biden per i democratici e Trump per i repubblicani, sembrano sempre più intenzionati a ripresentare le proprie candidature anche per le prossime votazioni previste per novembre 2024, spinti entrambi dal successo alle primarie nei rispettivi partiti. Ma se a frenare l’entusiasmo di Donald Trump è lo spettro della giustizia dopo l’assalto a Capitol Hill del 2021, su Biden invece si intensificano le polemiche sulla sua anzianità: Biden si accinge quest’anno a spegnere 82 candeline e, se fosse eletto, arriverebbe a fine mandato nel 2028 all’età di 86 anni. Mai accaduto prima: al suo ingresso alla Casa Bianca aveva 78 anni, mentre il suo predecessore più anziano è stato Ronald Reagan, che lasciò la presidenza a 77 anni.

A destare altri sospetti sulle difficoltà di Biden nel reggere altri quattro anni da uomo più potente del mondo, ci ha pensato Robert Hur, procuratore speciale nominato, nonostante il suo passato repubblicano, nel 2023 per indagare sullo scandalo dei documenti “classified” ritrovati nella disponibilità dello stesso Biden. Nel suo rapporto, Robert Hur ha descritto l’attuale presidente americano come “un uomo anziani con problemi di memoria” e con “facoltà diminuite”. Un parere che preoccupa i dem e che viene condiviso, secondo un sondaggio di Abcnews, dall’86% degli elettori americani: per loro, Joe Biden è “troppo vecchio” per accedere di nuovo alla Casa Bianca.

In effetti, le gaffe del presidente americano, soprattutto lapsus, sono all’ordine del giorno e ora preoccupano seriamente i democratici: tuttavia, non appare semplice proporre un sostituto, visto che la maggior parte dei big si sono tirati indietro e visto soprattutto che nella maggior parte degli Stati è scaduto il termine per presentarsi alle primarie del partito. L’unica alternativa rimasta ai democratici sarebbe quella di un volontario passo indietro del candidato, ma Joe Biden sembra, nonostante tutto, intenzionato a proseguire la sua corsa alla Casa Bianca. Secondo il quotidiano Politico, tuttavia, l’alternativa giusta sarebbe convincere Biden a rifiutare la candidatura solo una volta vinte le primarie interne, così da salvare la propria immagine ma lasciare scegliere ai dem un nuovo candidato. Possibili nomi per un post-Biden sono quello della vicepresidente Kamala Harris – che però ha già dimostrato di non avere un grande appeal per la campagna elettorale – e quello di altri governatori. Resta infine in vita la tesi proposta dall’ultradestra di una possibile candidatura di Michelle Obama proposta, a quanto pare, dal marito Barack.

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